Casa, Scotti a PD: «20mila famiglie pagano meno»
22 Maggio 2008
Milano – Oltre 35mila nuclei famigliari lombardi prima dell’entrata in vigore della legge regionale 27 (quella che riforma i canoni di affitto delle case di edilizia residenziale
pubblica) pagavano meno di 50 euro al mese e circa 10mila addirittura meno di 10.
Oggi, invece, oltre 20.000 famiglie pagano meno di prima. Parte da questa semplice considerazione l’assessore regionale alla Casa e Opere pubbliche, Mario Scotti, per replicare al consigliere
regionale del Pd, Franco Mirabelli che, affiancato dal sindaco di Rozzano, Massimo D’Avolio, oggi ha chiesto che venga rivisto il provvedimento recentemente approvato.
«La politica della Regione è chiara e netta – ha detto Scotti -.
Vogliamo dare una casa dignitosa a chi ne ha bisogno e dire definitivamente basta a ingiusti privilegi. Quindi sono assolutamente inutili le strumentalizzazioni che in diversi stanno facendo,
dimenticando invece quelle famiglie che, pur avendo i requisiti, non hanno un alloggio Erp e sono quindi costrette a pagare canoni fino a 1.000 euro al mese sul libero mercato».
«La vecchia legge – ha aggiunto Scotti – aveva dei paradossi che
siamo andati a correggere. A parità di reddito, ad esempio, le famiglie che abitavano in centro erano privilegiate rispetto a quelle che abitavano in estrema periferia e questo per un
malinteso calcolo sulla vetustà degli edifici. Il nuovo provvedimento, invece, oltre a prendere in considerazione il reddito Isee, l’unico che realmente riesce a fotografare la reale
situazione economica delle famiglie, riequilibra i valori degli immobili tenendo conto delle caratteristiche degli stessi e applica una riduzione per le persone sole».
«E’ quindi assurdo che qualcuno gridi allo scandalo – ha fatto notare l’assessore – perché gli aumenti maggiori potranno essere graduati anche su 5 o 6 anni. Inoltre, d’intesa tra
Aler, Comuni e organizzazioni sindacali, si potrà modificare il costo base per il calcolo del nuovo canone fino al 20%. Infine, i casi ritenuti insopportabili verranno affrontati
dall’Osservatorio regionale, che noi abbiamo già provveduto ad istituire e che sarà convocato entro fine giugno».
In relazione alla recente decisione del Consiglio dei Ministri di abolire l’Ici sulla prima casa, l’assessore Scotti ha fatto presente che «la Regione sta aspettando la formulazione
definitiva del testo di legge. Nel caso in cui anche le Aler saranno esentate, i risparmi ottenuti verranno destinati prioritariamente ai contributi di solidarietà per le famiglie che
non riescono a far fronte ai canoni e alle spese condominiali».
L’assessore Scotti ha voluto anche replicare al sindaco di Rozzano facendo presente che «il suo comune, data l’elevata presenza di alloggi Erp, è quello più aiutato dalla
Regione che negli ultimi 10 anni ha investito oltre 57 milioni di euro in ristrutturazioni e nuove costruzioni».
Regione Lombardia ha anche contribuito al sostegno di quei cittadini che, pur avendone i requisiti, non abitano in alloggi Erp ma sono in affitto in alloggi di libero mercato. «Ogni anno
– ha fatto notare Scotti – sosteniamo quasi 200 famiglie rozzanesi con un contributo complessivo straordinario di 200.000 euro». Famiglie che in un alloggio popolare non pagherebbero
più di 90 euro al mese di affitto, e invece sono costrette a «sborsarne» 475 di media al mese con punte di 950.
ROZZANO SCHEDA
Con l’attuazione della nuova legge, 573 famiglie pagheranno un canone inferiore.
Si tratta di famiglie con le seguenti caratteristiche
– 277 sono famiglie nell’area di protezione (nuclei con ISEE-ERP fino a 9.000 euro).
– 91 in area di accesso (ISEE-ERP da 9.001 a 14.000 euro).
– 205 in area di permanenza (nuclei con ISEE-ERP da 14.001 a 28.000 euro).
A seguito della nuova legge gli inquilini sono stati così collocati:
– 1.164 in area di protezione (avranno un aumento medio di 8 euro al mese con un massimo di 41 euro e con casi di diminuzione fino a 90 euro al mese);
– 1.659 in area di accesso (aumento medio di 30 euro con un massimo di 80 e con casi di diminuzione fino a 166 euro al mese);
– 1.707 in area di permanenza (l’aumento medio è di 50 euro con un massimo i circa 100 euro per 40 famiglie e con casi di diminuzione fino a 130 al mese).
I maggiori aumenti graveranno sulle 119 famiglie che appartengono all’area della decadenza e che hanno dichiarato un reddito netto/annuo di 50.000 euro. Queste famiglie che, sulla base della
precedente normativa avrebbero perso il diritto all’alloggio, avranno contratti biennali. Le amministrazioni comunali e le Aler dovranno verificare fino a quando tali famiglie avranno effettivo
bisogno di restare nel pubblico.
Quindi, a Rozzano, 166 famiglie avranno un canone mensile di 29 euro, 411 tra 20 e 50 euro e 828 fra 50 e 100 euro.
ALCUNI CASI TIPICI:
– persona sola con 600 euro al mese di reddito passa da 14 a 40 euro al mese in 3 anni;
– famiglia di 2 persone con 1.000 euro al mese di reddito passa da 61 a 93 euro al mese in 3 anni;
– famiglia di 2 persone con 1.800 euro al mese di reddito passa da 103 a 159 euro al mese in 3 anni;
– famiglia di 3 persone con 2.000 euro al mese di reddito passa da 165 a 211 euro al mese;
– famiglia di 3 persone con 1.400 euro al mese di reddito passa da 127 a 153 euro in 3 anni;
– famiglia di 4 persone con 2.000 euro al mese di reddito passa da 137 a 198 euro in 3 anni;
– famiglia di 4 persone con 2.700 euro al mese di reddito.




