Brevetti, in Italia cresciuti del 4,9% l'anno: 27.616 dal '99 al 2006.

 

Crescono le domande di brevetti italiani. Delle 846.955 domande di brevetto pubblicate dall’Epo, l’European Patent Office, l’organismo di registrazione dei brevetti europeo, tra il 1999
ed il 2006, sono 27.616 quelle italiane, cresciute in media annua del 4,9%. Ed in vetta alla classifica delle aziende italiane che nello stesso periodo hanno depositato il maggior numero
di brevetti europei compaiono ST Microelectronics, Centro Ricerche Fiat, G.D. Spa, Pirelli Pneumatici, Pirelli Cavi e Sistemi, Telecom Italia, Fiat Auto, Ausimont, Sigma Tau, Danieli
&C. Officine Meccaniche.
 
 I dati arrivano dall’Osservatorio Unioncamere sui brevetti e marchi, presentato oggi a Roma, che sottolinea
che queste imprese hanno depositato oltre 3mila domande di brevetto all’European Patent Office, cioè l’11,4% del totale. Il trend favorevole, superiore a quello dei Paesi europei
del G9 (Francia, Germania e Regno Unito), non consente però all’Italia, riferisce l’Osservatorio, di colmare il gap strutturale rispetto agli altri Paesi più
industrializzati del pianeta.
 
 Considerando la brevettazione per milione di abitanti, l’Italia si colloca così al sesto posto, con
la Germania saldamente al primo e la Cina e la Russia che occupano il fondo della classifica. Il nostro Paese sale invece di graduatoria, raggiungendo il secondo posto, se si considera il numero di brevetti per migliaio di ricercatori (58,65). Ma per valutare correttamente questo
risultato, avverte l’Osservatorio di Unioncamere, occorre però ricordare che purtroppo il numero dei ricercatori italiani è decisamente basso all’interno del G9: 72.000
contro, ad esempio, i 270mila tedeschi.
 
 All’interno del gruppo del G9, l’eccellenza italiana è legata soprattutto ai settori delle ‘macchine
meccaniche, motori e componentistica meccanica’, con punte di specializzazione tecnologica elevate per quanto riguarda i ‘processi, macchine e apparecchi per lavorazioni; veicoli e
accessori’, i ‘processi, macchine e apparecchi per lavorazione di fibre e carta’ e i ‘prodotti e elementi strutturali per costruzioni’, in cui primeggia per soluzioni innovative nei
‘serramenti e sistemi di chiusura’, come ‘chiavi e serrature’.
 
 Più’ contenuta invece la nostra capacità di depositare brevetti nel settore chimico e in quello
dell’elettronica e dell’informatica, nei quali i campioni sono rispettivamente Russia e Giappone, Cina e Canada. Sul fornte più territoriale, è il Nord Italia in
generale e il Nord-Ovest in particolare a farla da padrone nella brevettazione italiana a livello comunitario. Nei sette anni considerati, l’82% del totale dei brevetti proviene delle
regioni settentrionali. Il Nord-Ovest addirittura ne concentra il 50,1%, grazie all’apporto fornito dal Piemonte e dalla Lombardia.
 
 Veneto ed Emilia-Romagna sono a loro volta in gran parte tributarie della performance raggiunta dal Nord-Est (31,9%). La quota rimanente delle domande si deve invece al Centro per
il 13,4% e al Sud e Isole per il 3,2%. Il Centro è peraltro l’area che registra il piu’ alto tasso di crescita per il deposito di brevetti.
 

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