Bologna: Nasca un progetto per l'integrazione e il benessere delle persone disabili

Bologna – Un Appennino “senza barriere” per le persone disabili, soprattutto per chi è appassionato di natura e pratica sport. E’ il progetto
regionale “Appennino Accogliente/Inclusivo”, avviato nel 2002 e diventato, via via, un progetto pilota regionale. A partire dall’anno prossimo, un finanziamento
della Regione Emilia-Romagna – che ammonta a 2,6 milioni di euro – consentirà di realizzare una struttura polivalente nel Parco del Frignano, a Montecreto (Modena), e
di ristrutturare una parte del Centro visite del Parco Corno alle Scale a Pianaccio di Lizzano in Belvedere (Bologna). In entrambe le strutture verrà realizzata una foresteria
senza barriere e aree per attività didattiche e ludiche, mentre nella struttura di Montecreto – denominata “Il Castagno di Pollicino” – si costruiranno
anche spazi appositi per la sperimentazione degli ausili per la fruizione naturalistico/sportiva dell’ambiente montano (una vera e propria struttura decentrata del Polo
tecnologico regionale Corte Roncati) e risorse per la comunità locale: una palestra e una piscina riscaldata.

“Oggi presentiamo lo stadio ormai ‘maturo’ del progetto ‘Appennino Accogliente’, di cui siamo molto orgogliosi – ha sottolineato il vicepresidente
della Regione Flavio Delbono durante la conferenza stampa – . Due i motivi d’orgoglio: primo, la finalità del progetto, che vuole promuovere materialmente
l’accessibilità ad attività sportive, ludiche e culturali per adolescenti e giovani diversamente abili. Secondo, credo che ‘Appennino Accogliente’
rappresenti una buona pratica con cui diverse amministrazioni si sono unite per lavorare a un progetto complesso”.

Un progetto “frutto di una metodologia induttiva – ha spiegato Giancarlo Marostica, direttore Programma tutela persone disabili dell’Ausl di Bologna – che,
partendo dall’osservazione dei bisogni delle persone disabili, degli anziani e delle potenziali risorse dell’ambiente appenninico, ha elaborato una prima progettazione, ne
ha cominciato la sperimentazione e valutazione dei primi risultati, per poi procedere con nuove ipotesi di lavoro e nuove azioni da sperimentare”.

Le strutture in particolare, all’interno del progetto, potranno diventare un’opportunità reale per le famiglie e i figli con disabilità. Potranno offrire,
infatti, un’accessibilità a esperienze che vanno oltre la normalità di cura e che arricchiranno la qualità della vita; al tempo stesso potranno favorire
percorsi finalizzati allo sviluppo di competenze e interessi, aiutando nel contempo un equilibrato e progressivo “distacco” reciproco tra genitori e figli, in funzione delle
autonomie personali e sociali. Saranno, infine, un’opportunità per giornate di “vacanze di gruppo” tra famiglie con problematiche e interessi comuni, e quindi
un’occasione di aggregazione, di scambio e arricchimento reciproci.

Una rete di collaborazioni per il progetto

Il progetto “Appennino Accogliente/Inclusivo” è promosso da una rete di collaborazioni fra enti e associazioni delle Province di Modena e di Bologna, sotto il
coordinamento del Programma tutela persone con disabilità dell’Azienda Usl di Bologna. Della rete fanno parte anche il Comune di Montecreto, il Comune di Lizzano in
Belvedere, alcune scuole, il Comitato Italiano Paralimpico, il Collegio regionale dei Maestri di sci, associazioni di persone con disabilità e famiglie come Aias Bologna onlus,
“Passo Passo”, “1×1 Insieme”, la Fondazione S. Clelia Barbieri, la Fondazione per lo sport Silvia Rinaldi, il Centro Studi Cultura Popolare. In questi anni i
diversi “attori” della rete hanno messo in campo per il progetto iniziative e attività: eventi sportivi, culturali, corsi di formazione per l’avvio alla pratica
dello sci alpino per persone con disabilità.

L’obiettivo: un turismo montano per tutti

Gli enti e le associazioni firmatarie del progetto puntano a promuovere azioni e trasformazioni del contesto ambientale dell’Appennino per migliorare la capacità di
accogliere chi ha bisogno di una particolare attenzione per le proprie, specifiche esigenze: disabili, anziani, ma anche scolaresche. L’idea di fondo dunque è quella di
sviluppare il turismo nel territorio montano dei Comuni interessati attraverso un modello accogliente/inclusivo: un turismo che, fin dalle fasi di progetto, includa davvero tutti,
quindi anche le persone con disabilità o difficoltà, creando così nuove opportunità. In quest’ottica il progetto può avere ricadute importanti
per lo sviluppo dell’intero sistema produttivo e sociale nei territori coinvolti.

 

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