Bergamo: sorpresi al mercato a vendere avifauna protetta

By Redazione

Bergamo, 9 Febbraio 2008 – Vendevano avifauna protetta nella zona del mercato ortofrutticolo cittadino, stamattina sono stati segnalati da diversi cittadini ed è
scattata un’operazione, al termine della quale i due incauti venditori sono finiti? nella rete, con tutte le complicazioni che simili comportamenti fanno mettono in movimento.

Stamane, sabato 9 febbraio, c’è stato un intervento del personale del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia provinciale con la polizia locale del Comune di Bergamo e militari della
Guardia di Finanza.
Diverse le segnalazioni pervenute contro questo traffico, che avveniva senza troppe precauzioni, da parte dei venditori di avifauna. Si trattava, in particolare di detenzione illegale ai fini
di commercio di avifauna selvatica migratoria, con esemplari anche appartenenti a specie non cacciabili e protette dalla normativa vigente.

Gli agenti hanno trovato all’opera due soggetti con le loro gabbie, contenenti cinque fringuelli, un lucherino, un merlo, tre tordi bottacci e due sasselli.
Il Corpo di polizia provinciale procederà ora alla denuncia dei due individui, uno dei quali giovane, per detenzione illegale di fauna a fine di vendita. La GdF procederà per
violazione normativa in materia fiscale e la polizia comunale per le valutazioni di sua competenza su questa violazione. L’avifauna è stata sequestrata e portata al CRAS di Valpredina di
Cenate Sopra.

L’intervento di stamattina si aggiunge ad un altro effettuato in occasione di un precedente mercato, sempre in città, quando due altri uomini, all’ingresso dell’area, tenevano avifauna
nascosta dentro le loro auto e venivano avvicinati dai soggetti interessati all’acquisto per concludere l’operazione.
Uno è stato trovato in possesso di 6 lucherini, sprovvisti di anello; l’altro aveva con sé da trafficare 9 lucherini, 3 peppole, un fringuello e un merlo, tutti privi di anello.
La posizione di quest’ultimo è aggravata da ulteriori accertamenti svolti dagli agenti a casa sua, in Valle Seriana.
Nell’abitazione dell’uomo sono stati infatti rinvenuti dieci lucherini, 11 peppole, 3 fringuelli, 3 torrdi bottacci, 3 merli, 3 cesene, una cincia mora, una cinciallegra, un cardellino, una
passera scopaiola e un picchio muratore. Nel terreno circostante l’abitazione c’erano inoltre reti per la cattura di uccelli, già tese; in casa c’erano poi altre reti, vischio e panie
invischiate. Contro di lui è scattata una denuncia oltre che per commercio e detenzione, anche per esercizio dell’uccellagione e per cattura e detenzione di specie protette.
Gli esemplari anche in questo caso sono stati consegnati al CRAS di Valpredina. Le persone sorprese a compiere questo genere di traffico di avifauna sono della Val Brembana, Val Seriana, di
Dalmine e Seriate.
Per dare un’idea del «mercato», i fringuelli venivano venduti a 10 euro, i lucherini a 7,50.

Per l’assessore alla Caccia, Luigi Pisoni si tratta di un’operazione che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un maggior rispetto delle regole e quindi della
tutela dell’avifauna che è un patrimonio di tutti. In queste occasioni si è potuto misurare, d’altre parte, il livello di collaborazione dei cittadini che hanno segnalato quanto
stava accadendo, permettendo in tal modo l’intervento e l’interruzione di un’attività chiaramente inaccettabile. È importante far capire la necessità della tutela e
salvaguardia della fauna, che materia presidiata da sanzioni anche pesanti per i trasgressori».

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