Bergamo: Immigrazione, numeri e strumenti per l’integrazione

 

Si è tenuto questa mattina nello Spazio Viterbi il seminario di studio sul tema «immigrazione: numeri e strumenti per l’integrazione». In apertura dei lavori,
c’è stato l’intervento di saluto dell’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Bianco Speranza (allegato testo integrale) sugli sportelli-immigrazione tra
presente e prospettive.

Questi i temi e i relatori

– Orientamento e accoglienza in Comune: l’esperienza di Bergamo, con Silvia Dell’Orto, U.O. Servizio migrazioni Comune di Bergamo;

– «Sportello unico cittadini stranieri»: lo sportello nella rete, con David Mazzoleni, Azienda speciale consortile, Isola Bergamasca-Bassa Val San Martino;

– Un Faro per evitare il rischio di «deriva», con Giancarlo Domenghini, Comunità Montana Monte Bronzone, Basso Sebino;

– L’Italia più facile: la scuola pratica che informa, con Lea Cattaneo, Centro Risorse Interculturali, Zingonia;

– L’esperienza della «Rete territoriale degli sportelli per l’immigrazione in provincia di Varese», con Elisa Gnemmi, Coordinamento sportelli per
l’immigrazione, Provincia di Varese.

Al termine della mattinata, Alberto Menonna, ricercatore dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità, Fondazione Ismu, ha presentato e
commentato il sesto rapporto sull’immigrazione straniera nella provincia di Bergamo, Annuario statistico 2007.

Immigrazione di stranieri a Bergamo analisi del presente e le prospettive

Abbiamo oggi l”occasione di presentare un duplice intervento: da una parte presenteremo, come ogni anno, l’Annuario Statistico curato dall’ISMU nell’ambito delle
attività dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, annuario che contiene i dati e le stime, al luglio 2007, sulla consistenza e sulle
caratteristiche della popolazione immigrata; dall’altra vogliamo per la prima volta illustrare al pubblico e rendere nota un’altra attività di fondamentale importanza
nel campo dell’immigrazione, che il Settore Politiche Sociali porta avanti da quasi 7 anni, anche grazie ai contributi regionali della Legge 40: il Coordinamento provinciale degli
sportelli immigrazione.

Prima di soffermarmi su questo punto, vorrei anticipare alcuni dati contenuti nel Rapporto sull’immigrazione straniera in provincia di Bergamo. Già lo scorso 22 settembre
abbiamo reso noto il dato complessivo: gli stranieri iscritti in anagrafe al 1° gennaio 2008 sono 89.451, con un incremento del 14,4% sul dato dell’anno precedente. La
novità dell’ultimo anno è costituita dell’aumento delle provenienze dall’Europa dell’est e la diminuzione degli arrivi dalla Bolivia. Le prime
nazionalità per numero di presenze (Marocco, Albania, Senegal) diventano sempre più «anziane» per anni di presenza. Questa stabilizzazione trova riscontro
anche in ambito lavorativo: infatti in provincia di Bergamo la condizione lavorativa più diffusa tra gli stranieri è quella di «regolare a tempo
indeterminato», con circa il 37% con un contratto nel 2007.

Il mutare della composizione della popolazione immigrata porta inevitabilmente ad un cambiamento anche delle loro esigenze, come ben sanno gli operatori degli sportelli qui presenti.

L’attività del coordinamento degli sportelli immigrazione è iniziata nel 2002 e si è sviluppata nel tempo per rispondere ai bisogni scaturiti dalla
complessità dei processi migratori, che hanno visto gradualmente la provincia di Bergamo divenire una delle prime realtà della Lombardia per quanto concerne la presenza di
cittadini extracomunitari.

Di fronte alla presenza strutturale di questi nuovi cittadini e con il passare del tempo, è cambiato anche il ruolo degli sportelli: durante le prime fasi del progetto è
stato indispensabile concentrare l’attenzione sugli aspetti burocratici e sulle procedure per l’ottenimento del permesso di soggiorno. Via via sono però emersi altri
bisogni: il ricongiungimento familiare, l’ingresso di alunni a scuola, la necessità sempre più diffusa della conoscenza della lingua italiana come primo elemento per
una vera partecipazione sociale, il bisogno di approfondire il rapporto fra i cittadini italiani e quelli stranieri sul nostro sistema di vita, l’approfondimento delle dinamiche
legate al mondo del lavoro, all’accesso alla casa, ecc.

Il coordinamento degli sportelli è quindi andato gradualmente concentrando la propria attenzione sugli aspetti sociali legati al fenomeno stranieri, promuovendo anche una serie
di percorsi formativi: nel 2002 sulle normative vigenti, nel 2004 sul diritto di famiglia internazionale, nel 2005 sui modelli educativi, nel 2006 sulle coppie e famiglie miste e nel
2007 sul ruolo della donna nei processi migratori.

Per il 2009 il coordinamento ha deciso di promuovere un percorso formativo sui cittadini comunitari e neocomunitari che si realizzerà tra il 19 febbraio e il 19 marzo, con un
particolare approfondimento su due Paesi di recente ingresso nell’unione Europea: la Polonia e la Romania.

Dal lavoro di confronto periodico con gli operatori degli sportelli, che sono nel tempo andati aumentando in modo molto significativo passando da 10 a 24, con un totale di 37 punti di
accesso, e praticamente coprendo quasi per intero il territorio provinciale, è emersa la necessità di dotarsi di «schede di lavoro» comuni a tutti, condivise e
validate dalle autorità competenti, al fine di ridurre il margine di incertezza che caratterizza spesso l’iter delle pratiche burocratiche relative alla regolare permanenza
dei cittadini stranieri sul nostro territorio.

Per produrre queste «schede tecniche» gli operatori si sono suddivisi in gruppi di lavoro e l”Assessorato alle Politiche Sociali ha coinvolto la Prefettura, la
Questura e l’ASL di Bergamo nella sottoscrizione di un protocollo di intesa che impegna tutti a tenere aggiornate e a rispettare le procedure di lavoro contenute nelle
«schede»; ci auguriamo che questa firma costituisca un passaggio forte e un gesto concreto verso la trasparenza, l’efficienza e la celerità dell’operato
della Pubblica Amministrazione a favore di tutti i cittadini.

Attraverso il confronto periodico tra gli operatori degli Sportelli, inoltre, siamo venuti a conoscenza di buone prassi sviluppate da molti degli Enti che siedono al Tavolo di
Coordinamento: ne abbiamo individuate 4 tra le tante possibili e ve le proponiamo attraverso le testimonianze che seguiranno.

Sicuramente tra i vari sportelli ci sono punti in comune e differenze: ci sono sportelli che hanno una presenza consolidata sul territorio e sportelli di neo-costituzione che pur
condividendo un linguaggio comune e avendo una comune base informativa, si trovano ad operare in territori nei quali il processo migratorio ha assunto caratteristiche diverse che
richiedono, quindi, competenze diverse.

Mi sento di dover sottolineare come l’attività del tavolo di coordinamento, oltre all’impegno degli operatori e alla loro professionalità, sia dipesa dalla
disponibilità dell’Ufficio Stranieri della Questura e dello Sportello Unico per l’immigrazione della Prefettura, che ci hanno seguito rispondendo alle numerose
sollecitazioni, nonostante gli impegni gravosi del loro lavoro.

La collaborazione di tutti è, senza ombra di dubbio, l’elemento fondamentale della buona riuscita di questa rete di relazioni e le sinergie con il territorio sono tra le
parole chiave per permettere l’integrazione di questa parte di cittadinanza.

Abbiamo chiesto la partecipazione a questo seminario anche di un rappresentante di una Provincia vicina e abbastanza simile alla nostra per numerosità degli Ambiti territoriali e
per incidenza della popolazione straniera: interverrà infatti la Coordinatrice della «Rete territoriale degli sportelli per l’immigrazione» della Provincia di
Varese per raccontarci della loro esperienza di coordinamento, certi di poterne trarre utili indicazioni per il nostro lavoro.

In un momento in cui il ruolo delle Province è spesso messo in discussione, vogliamo sottolineare come l’attività in campo sociale dei singoli Ambiti Territoriali
attraverso i loro Uffici di Piano possa risultare frammentata senza uno sguardo unificante, senza la capacità di raccordo e collegamento che solo un organismo sovraterritoriale,
ma vicino alle realtà locali, può garantire. Per questo ci auguriamo da un lato che non vengano meno i finanziamenti fino ad oggi assicurati per la prosecuzione del
Progetto, dall’altro che anche le Amministrazioni che seguiranno vogliano continuare l’impegno da noi intrapreso su questa strada.

Totale stranieri residenti
(in allegato il pdf)

 

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