Batterio Killer: scagionati il cetriolo e l’ortofrutta, indagati i germogli di soia di un’azienda tedesca della regione di Uelzen, consegnati ad Amburgo

Batterio Killer: scagionati il cetriolo e l’ortofrutta, indagati i germogli di soia di un’azienda tedesca della regione di Uelzen, consegnati ad Amburgo

By Redazione

Domenica 6 giugno 2011
Il tifone, dopo le dichiarazioni del Ministro della Bassa Sassonia, Gerd Lindemann, è piombato sui germogli di soia ed è lì che farà i suoi danni.
AMBURGO, Gerd Lindemann: I  germogli di soia (coltivati in un’azienda tedesca nella regione di Uelzen, subito chiusa in attesa dei risultati di ulteriori test attesi per lunedì)
sarebbero la causa più probabile dell’epidemia di Escherichia Coli che ha colpito la Germania del nord, provocando 22 morti e oltre 2.000 casi di contagio in tutta Europa.

E’ stato appurato che partite di germogli di soia dell’azienda incriminata, sono state consegnate ad Amburgo, nello Schleswig-Holstein, Macklenburgo-Pomeria, Assia e Bassa Sassonia. Due
dipendenti dell’azienda Uelzen, che produce 18 tipi diversi di germogli, sono stati colpiti da una forte diarrea e una donna è risultata positiva al batterio killer.
Per diversi giorni i bio-detective esaminando le testimonianze, le cartelle cliniche dei malati, le segnalazioni e i dati, avevano visto che i colpiti sono soprattutto persone di oltre 20
anni  e di sesso femminile (il 68% dei casi). Questi elementi avevano portato gli epidemiologici a sospettare di cibi mangiati più probabilmente dalle donne e legati all’alimentazione
estiva.

Test microbiologici e molecolari condotti dal Robert Koch Institute, dal centro cinese di genetica che in tempi di record ha individuato il dna, e dall’Istituto Superiore di Sanità
Italiano, hanno reso possibile identificare la tipologia del batterio killer: una variante dell’E.Coli battezzata 0104:H4 , un microrganismo conosciuto ma che non aveva mai provocato una epidemia
così grave.
L’infezione infatti colpisce l’intestino attraverso l’azione di una tossina, e oltre a provocare diarrea emorragica, nella forma più grave provoca una malattia che si chiama sindrome
emolitica uremica.
Oltre alla rottura dei globuli rossi del sangue, vengono aggrediti i reni e solo una dialisi può riuscire a salvare i malati.

Per l’Organizzazione Mondiale della sanitá  la soia rimane un’ipotesi ancora tutta da verificare attraverso il Roberto Koch Institute di Berlino, anche se appare la più
probabile.
A titolo precauzionale, il ministro dell’agricoltura della Bassa Sassonia ha invitato gli abitanti della Germania del Nord ad “evitare di consumare per il momento qualsiasi tipo di germoglio di
soia”.

Non comprendiamo su cosa si sia basato l’allamismo lanciato sui cetrioli spagnoli, comprendiamo e condividiamo invece il consiglio del ministro tedesco.
L’emergenza ed i morti (sono ormai più di venti) impone di trovare al più presto la soluzione del problema ma bisogna stare attenti a  non creare falsi allarmismi. Trovare un
colpevole a tutti i costi è amorale ed in più si creano psicosi che provocano danni inestimabili, oltre che un panico ingiustificato.
Domani i ministri della sanità dell’UE saranno a Lussemburgo per concordare linee comuni di azione. Azioni “difensive” come quelle adottate dalla Russia sono solo dettate da esigenze di
propaganda isterica, oppure da velleità di protagonismo da parte di mediocri personaggi. Ma questi Isterismi provocano danni ingenti e mettono in ginocchio l’economia di un settore, di un
paese.

Non sappiamo a quanto ammonta il mercato dei germogli di soia e purtroppo ne faranno le spese anche aziende assolutamente estranee alla vicenda.
Per quanto ne sappiamo i germogli di soia si acquistano nei supermercati e nei negozi specializzati in prodotti naturali, frequentati da chi è attento alla propria salute. Ma molti, i
germogli di soia se li producono in casa e pertanto il problema potrebbe essere circoscritto e risolto in fretta. Sempre che le notizie dell’ultim’ora siano affidabili e veritiere.

Da domani torniamo a consumare con tranquillità i cetrioli, le insalate e tutta l’ortofrutta, e se vogliamo essere più sicuri scegliamo i prodotti dei nostri contadini, delle nostre
campagne. Cerchiamo i mercatini a chilometro zero, i mercati rionali e nei centri del fresco … leggiamo le etichette, informiamoci bene sulla provenienza.
Se ne avete l’opportunità,  cercate di andare a rifornirvi in campagna. Non è difficile trovare chi vi vende la verdura e la frutta di stagione. E se ci andate con i vostri
figli o i vostri nipoti, potrete dire di aver fatto qualcosa di buono per loro e per il vostro benessere naturale.

Perchè è meglio andare ad acquistare in campagna?
Dedicate qualche ora ai vostri cari ed a voi stessi, lontani dalla TV e dai computer,  riscoprirete i valori della terra, insegnerete ai bambini che una mucca non è di colore lilla ed
i polli non sono fatti solo di cosce,  acquisterete prodotti freschi di stagione, potrete prende in mano una zolla di terra e,  se pesterete la cacca di un cavallo vi arriverà
tanta fortuna. Acquistando in campagna aiutate anche l’azienda agricola a sopravvivere.
Tornati a casa, andate allo specchio, vedrete che vi sentirete soddisfatti e  più sereni con voi stessi.
Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo iniziare da noi stessi.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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