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“Bandiera Verde”: anche l'agricoltura ha il suo marchio di qualità

By Redazione

Cosmesi in fattoria, paesaggi “ristrutturati” e riportati alla loro primordiale origine, gelatine di verdure, pasta all’uovo della nonna, carni cotte in “sauna”, olio extravergine di un solo
“cultivar” certificato dall’albero alla tavola, province e comuni “arredati” e “decorati” di verde, formaggi, come la “tricotta”, e vini (è il caso di quello di Troia) che vengono
lavorati come più di cinque secoli fa. Tutto questo si può trovare tra i vincitori di “Bandiera Verde” 2007. Un premio promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori
attraverso il quale si intende creare una “mappa” della qualità e non solo dell’agricoltura, ma dell’intero territorio nazionale.

“Un premio -come ha spiegato il presidente della Cia Giuseppe Politi nella Conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa- che vuole essere un riconoscimento verso chi, agricoltore,
cooperativa, comune o provincia, si impegna per tutelare e valorizzare l’habitat naturale, attraverso produzioni tipiche e comportamenti virtuosi che siano orientati ad un vero e proprio
sviluppo compatibile. Insomma, vogliamo premiare tutte le azioni svolte a favore dell’agricoltura, dell’ambiente, del territorio, della ruralità, dell’uso razionale del suolo,
nonché delle tipicità agricole ed eno-gastronomiche locali e tradizionali”.

“Tutte queste iniziative ‘virtuose’ non sono -ha aggiunto Politi- finalizzate a se stesse. Esse possono mettere in moto un business di almeno un miliardo di euro l’anno. Un giro d’affari fatto
di produzioni tipiche e legate al territorio, di turismo e valorizzazione dell’ambiente. L’obiettivo del premio è, dunque, quello di far emergere un’Italia rurale e agricola che
racchiude un patrimonio inestimabile, spesso nascosto, non solo composto da produzioni a denominazioni d’origine (Dop, Igp e Stg), ma anche da una serie di elementi ed azioni che si fondano sul
lavoro, la qualità, la tutela e la conservazione di tradizioni millenarie, atteggiamenti e comportamenti, dove la sapiente mano dell’uomo è predominante”.
Tra i premiati di “Bandiera Verde” troviamo tre province, circa 40 comuni e decine di aziende agricole e agrituristiche. Tutti, dislocati sull’intero territorio nazionale, si sono distinti in
modo particolare nella valorizzazione della qualità. Ad ognuno viene assegnata una targa che va posta all’entrata nel comune o a ridosso dell’azienda. In questo modo i cittadini possono
facilmente individuare chi ha avuto il riconoscimento e dove poter alloggiare, consumare o acquistare prodotti con un marchio ben preciso che esalta tipicità, tradizione e
salubrità.
“La ‘mappa’ che andremo man mano elaborando, deve rappresentare -ha evidenziato il presidente della Cia- un percorso ben preciso attraverso il quale i cittadini, garantiti dal marchio ‘Bandiera
Verde’, si possono muovere alla ricerca della qualità, dell’ambiente sano e curato, del paesaggio rurale incontaminato, dei cibi biologici e prodotti trattati con cura particolare che si
perdono nella notte dei tempi”.
Chi ottiene il premio se ne può fregiare per tre anni, al termine dei quali si procederà ad un’attenta verifica per poter continuare ad esporre il marchio di “Bandiera Verde”. A
ciò è preposto un apposito Comitato, composto da esperti del settore, esponenti del mondo accademico e scientifico, dell’Anci (Associazione comuni italiani), dell’Upi (Unione
delle province italiane) e della Camera di Commercio, che ha il compito di controllare ogni situazione ed intervenire in presenza di inadempienze o di uso indebito del marchio.
“La Cia -ha rimarcato Politi- ha, del resto, sempre posto particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, alla garanzia della sicurezza alimentare, ad un’agricoltura
che continui a produrre qualità, alimenti, ricchezza e ambiente, allo scopo di cogliere opportunità economiche sia per le aziende agricole che per l’ambiente rurale”.

Che cos’è “Bandiera Verde”

“Bandiera Verde Agricoltura” è un’iniziativa promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori attraverso la quale si intendono premiare province, comuni, aziende agricole e
agrituristiche che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio anche a fini turistici, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei
prodotti tipici legati al territorio, nell’azione finalizzata a migliorare le condizioni di vita ed economiche degli operatori agricoli e più in generale dei cittadini.

Si tratta di un marchio di riconoscimento con il quale si premia la qualità e il rispetto dell’ambiente naturale.
Il premio, che consiste nell’assegnazione di una bandiera verde con il marchio agricoltura, è suddiviso in quattro sezioni: province, comuni, aziende agricole singole o associate, altri
fuori concorso.
I requisiti essenziali sono: la storia, le azioni svolte, i capitoli di spesa per gli enti locali e i piani di investimento per le imprese tesi a salvaguardia, a valorizzazione e promozione
dell’agricoltura, dell’ambiente e della qualità e tipicità agricole ed enogastronomiche locali.
Il marchio “Bandiera Verde Agricoltura” è costituito da uno stemma rettangolare di colore verde con al centro un logo di forma circolare raffigurante tre colline stilizzate sovrapposte,
di cui la collina in alto di colore verde chiaro, la collina centrale di colore verde scuro, la collina in basso di colore marrone. Sovrastante il logo circolare è presente la dicitura
“Bandiera Verde”, sottostante il logo la dicitura “Agricoltura”. Le diciture sono di colore bianco e in caratteri di stampa “Trebuchet”.

Un Comitato promotore ed esaminatore organizza il premio-concorso, gestisce il marchio “Bandiera Verde Agricoltura” e ne controlla il corretto uso. Tale Comitato ha il compito di verificare la
documentazione prodotta dai concorrenti al premio-concorso e di stabilirne l’ammissibilità al conferimento del premio.
Il Comitato è composto da sei membri: responsabile nazionale del premio-concorso; rappresentante della Cia; rappresentante dell’Upi; rappresentante dell’Anci; rappresentante della
Facoltà di Scienze Agrarie e Forestali; esperto in Economia Agraria.

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