Baglio di Pianetto a Vinitaly 2025
7 Aprile 2025
Grégoire Desforges, presidente neoeletto, nonché azionista di maggioranza di Baglio di Pianetto, ha scelto il palcoscenico del Vinitaly per lanciare un manifesto del territorio e delle peculiarità della cantina siciliana.
«Abbiamo scelto di dare ulteriore valore al packaging affinchè ogni nostro vino possa comunicare la distintività dell’identità rinnovata, valorizzando tanto l’estetica quanto l’esperienza sensoriale attorno al prodotto» spiega il presidente di Baglio di Pianetto.
Baglio di Pianetto a Vinitaly 2025
Newsfood.com, 7 aprile 2025
Grégoire Desforges, presidente neoeletto, nonché azionista di maggioranza di Baglio di Pianetto, ha scelto il palcoscenico del Vinitaly per lanciare un manifesto del territorio e delle peculiarità della cantina siciliana.

Come, per esempio, concentrare i vigneti nell’anfiteatro montuoso tra Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi con altitudini che superano i 900 metri sopra il livello del mare, restituire al territorio l’amore per la terra e tradurre nel vino la passione per una viticultura rigorosamente biologica. Nel frattempo la filosofia della cantina si è orientata verso una produzione di minor volume, alla ricerca di un sensibile impatto positivo sulla qualità dei vini, che devono essere le migliori espressioni dei terroir di Baglio di Pianetto. “Un terroir vocato alla viticultura e il nostro obiettivo enologico è bilanciare innovazione e tradizione mantenendo la terra al centro – spiega Graziana Grassini, enologa da poco nel team della cantina -. La microzonazione dei terreni è stata il focus principale della nuova annata, frutto di una minuziosa analisi sensoriale delle uve: ad ogni varietà è stata dedicata una lavorazione specifica”. Così, la ricerca di un equilibrio vegeto-produttivo delle vigne ha permesso di valorizzare la naturale identità di ogni cultivar.
Il sogno di famiglia che, nel 1997 ha portato Paolo e Florence Marzotto nelle alture palermitane, oggi si traduce nei vini presentati in questa edizione di Vinitaly, con Desforges che si assume il ruolo di custode di un valore fatto di territorio, persone e viticultura, attraverso una continua ricerca dell’eccellenza e una convinta tensione verso l’innovazione. Ed è così che l’identitaria linea In Purezza, collezione di monovarietali autoctoni e internazionali interpretati dalle alture di Pianetto, diventa espressione concreta del grande lavoro, in vigna prima che in cantina, permettendo ai bianchi Insolia, Viognier, Catarratto e Grillo di sviluppare eleganza, freschezza e bevibilità. I rossi Nero D’Avola, Syrah e Frappato, dal profilo organolettico e gustativo raffinato, sono caratterizzati da tannini setosi e maggiormente elaborati. Racconta l’enologo Francesco Matesi, “abbiamo lavorato sulla bevibilità e sull’esaltazione delle singole varietà, ricercando precisione e raffinatezza. Le alture ci hanno aiutato in molti sensi: le nostre uve non necessitando della protezione di antiossidanti e del supporto di solforosa. L’attenta selezione in vigna ci ha consentito di vendemmiare uve di grande qualità, limitando l’intervento in cantina”.

Bilanciamento tradizione-innovazione anche nella linea signature della cantina, Viafrancia. Top line dei migliori blend ottenuti dai vitigni della tenuta, oggi è completamente autoctona: Grillo, Insolia e Catarratto per il Viafrancia bianco, Nero D’Avola e Syrah per il Viafrancia rosso.
La linea prende il nome dall’omonima via su cui sorge la cantina e rende omaggio all’anima italo-francese dei fondatori, più che mai rappresentativa per il nuovo presidente. «É questa l’identità che abbiamo ricercato nei Viafrancia», spiega l’enologo di cantina Giuseppe Lo Iacono. «I nuovi assemblaggi sono sempre più frutto dei vigneti in altura: il bianco raggiunge gli 800m d’altitudine, mentre il rosso si completa definitivamente con il Nero D’Avola da vigne in quota».
Lo stesso approccio di tutela del patrimonio di biodiversità di quest’area montuosa che abbraccia Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi viene applicato ai 2 ettari di ulivi coltivati in contrada Pianetto. La valorizzazione dell’uliveto, composto esclusivamente dalle cultivar autoctone Biancolilla e Cerasuola, è al centro del nuovo progetto di olivicoltura di Baglio di Pianetto.

L’Olio EVO, presentato per la prima volta nel 2025, è il racconto degli uliveti a 700m d’altitudine della tenuta ed è frutto di un sapiente bilanciamento tra coltivazione, tempi di raccolta e l’utilizzo di tecnologie di precisione. Un extravergine di oliva di montagna – da olive 100% siciliane – dal colore verde intenso con riflessi dorati e caratterizzato nel gusto da una bassa acidità, lievemente piccante e molto aromatico, la cui reale qualità certificata BIO si ritrovano in un packaging ricercato e senza tempo, con tappo in legno inciso.
L’esaltazione delle singole cultivar e dei blend delle nuove annate si riflette anche nel nuovo design delle bottiglie. Uno stampo studiato per armonizzare l’eleganza dei vini, unito allo stemma della famiglia Marzotto, evidenzia l’approccio identitario della cantina. Territorio al centro anche nei nomi di alcuni vini, derivanti dal vocabolario arberëschë, la comunità che abita il territorio di Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi dal 1400: Fushà significa Piana, in onore di Piana degli Albanesi, Êra significa so:io, vento, aroma.
Ulteriore novità del Vinitaly 2025 è il nuovo formato di Êra, il passito che racconta l’anima della cantina e del suo territorio. Questo prezioso blend nasce dall’unione di moscati di annate d’archivio della Val di Noto e di uve selezionate dai vigneti d’altura di Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi. A simboleggiare il legame con tradizione e ricerca dell’eccellenza, Êra debutta in una bottiglia da 3 litri, pensata come tributo agli sposi e al matrimonio. Un formato importante – omaggio anche alla dea Era, che nella mitologia greca è proprio la figura protettrice dell’unione coniugale e simbolo di fedeltà e prosperità -, che si aggiunge alle 250 e 750ml di questo vino che celebra passato, presente e futuro di Baglio di Pianetto. «Abbiamo scelto di dare ulteriore valore al packaging affinchè ogni nostro vino possa comunicare la distintività dell’identità rinnovata, valorizzando tanto l’estetica quanto l’esperienza sensoriale attorno al prodotto» spiega il presidente di Baglio di Pianetto.
Testo di Michele Pizzillo
(Michele Pizzillo site:newsfood.com)
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