Babbo Natale è un cattivo esempio

Babbo Natale è un cattivo esempio

Babbo Natale è un pericolo pubblico, o quasi. Con i suoi comportamenti e la sua immagine, è un cattivo esempio per tutti, specialmente per i bambini.

Questa e la tesi di una ricerca, condotta dal professor Nathan Grills (della Monash University di Melbourne, Australia) e da Brendan Hallyday (disegnatore), pubblicata dal “British Medical
Journal” (BMJ).

Il verdetto del duo Grills-Halyday è impietoso. La loro indagine descrive Babbo Natale come un vecchio signore obeso, amante dei dolcetti e degli alcolici lasciati come “offerta”. Non
contento, Santa Claus compie azioni pericolose, sia a piedi, arrampicandosi sui tetti, che sulla slitta, guidando senza prendere precauzioni od usare cinture e casco.

Se a queste cattive abitudini si aggiunge la popolarità (Babbo Natale è conosciuto ed amato anche negli Stati non cristiani) il risultato è una sorta di idolo delle folle
che spinge alle cattive azioni.

Spiegano i due ricercatori: “Dobbiamo essere consapevoli della capacità di Babbo Natale di influenzare la gente, soprattutto i bambini”

Inoltre, la vicenda ha anche un risvolto economico.

Il Babbo Natale moderno (il vecchio panciuto, vestito di rosso e con la barba bianca) è stato usato per pubblicizzare numerosi prodotti, non sempre salutari, come le sigarette. Ed
allora, “Se Ronald McDonald riesce così bene a vendere panini, dobbiamo aspettarci che Santa Claus abbia la stessa influenza nel vendere altro”.

Ma, concludono i due studiosi, nulla e perduto: il Natale non deve fare a meno del distributore di doni più famoso del mondo. Basta solo rifargli il look, creando una “Nuova immagine di
Santa Claus che assicuri che la sua influenza sulla salute pubblica sia positiva”.

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Matteo Clerici

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