Assemblea dei produttori di latte pugliesi

Si è svolto lo scorso 9 gennaio, presso la Sala convegni dell’Hotel Cecere a San Basilio – Mottola (Taranto) l’incontro indetto dagli allevatori pugliesi che nei giorni scorsi hanno
dichiarato lo stato di mobilitazione a seguito dell’atteggiamento provocatorio messo in atto dal mondo della trasformazione.

Alla riunione è intervenuto il presidente della Cia Puglia Antonio Barile il quale ha affermato che «la vertenza latte è emblematica della situazione difficile che vive
l’agricoltura pugliese e per le organizzazioni agricole pugliesi è un banco di prova importante. L’unità del mondo agricolo è decisiva per vincere questa
battaglia.Nonostante tre tentativi per sbloccare tale vertenza, con incontri convocati a partire dal novembre scorso, ad oggi ancora non si riesce ad addivenire al rinnovo del prezzo, previsto,
secondo il precedente accordo, a partire dal 1° gennaio 2008».

«Ancora una volta -ha aggiunto- le rappresentanze regionali di Confindustria, Confartigianato e Cna, restano sorde dinanzi alle richieste del mondo della produzione lattiera (nonostante
la situazione di mercato e l’aumento dei costi di produzione pari al 35%), e respingono le richieste di aumento avanzate in maniera unitaria dalle 4 organizzazioni professionali agricole. Una
richiesta pari a 8 centesimi di euro al litro e la conseguente fissazione del prezzo a 0,48 euro, oltre all’applicazione della tabella dei parametri di qualità che già prevedeva,
nel precedente accordo, il riconoscimento di una più adeguata remunerazione per il prodotto di migliore qualità».

«La Cia Puglia -ha rimarcato Barile- stigmatizza il comportamento del mondo della trasformazione sostenendo appieno lo stato di mobilitazione degli allevatori. Già nei mesi scorsi,
con una nota inviata all’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Enzo Russo, e a Cna, Confartigianato e Confindustria, La Cia Puglia aveva chiesto un incontro urgente per la
sottoscrizione di un nuovo accordo interprofessionale sul prezzo del latte in Puglia, ritenuto ormai inderogabile, dopo quasi quattro anni dall’ultimo accordo».

«Nello scorso mese di agosto -ha sostenuto- la Cia Puglia non aveva condiviso l’accordo che prevedeva un prezzo di 0,403 euro al litro, ed aveva chiesto alle altre Organizzazioni di
soprassedere per ottenere un miglioramento del prezzo, visti gli alti prezzi pagati dai consumatori per latticini e latte fresco. Infatti, i costi di produzione per gli allevatori sono
lievitati in maniera esorbitante; basta verificare soltanto l’ennesimo aumento dei mangimi per rendersi conto della difficile situazione degli allevatori. Inoltre sul mercato europeo e mondiale
i prezzi del latte sono notevolmente aumentati; addirittura negli Stati Uniti nell’ultimo anno il prezzo è aumentato del 62 per cento. Esistono tutte le condizioni, come per esempio il
maggior consumo pro-capite di latte in alcuni grandi Paesi, come Cina e India, che ci lasciano pensare che in generale l’aumento del prezzo del latte non è un fatto congiunturale ma
strutturale».

«La questione, dunque, è divenuta ormai improcrastinabile ed interessa le oltre 2750 aziende zootecniche sparse per la Puglia, che producono annualmente oltre 3 milioni e 200 mila
quintali di latte. L’incontro -ha cocncluso Barile- serve a far scaturire un esito positivo nel prossimo incontro per la trattativa, in programma venerdì 11 gennaio prossimo».

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