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Alloggi sfitti a Firenze, la responsabilità non è della Regione

By Redazione

Firenze – “La Regione non tiene ferme le risorse destinate alle case popolari, la situazione che si è determinata a Firenze non dipende da noi, al contrario, la Regione è
la prima a ribadire con forza che la situazione determinatasi a Firenze deve essere sbloccata, ma non è addossando alla Regione la responsabilità che si risolvono le questioni
dell’emergenza abitativa”.

Eugenio Baronti, assessore regionale con delega alla casa, non ci sta e replica alle accuse lanciate in questi giorni sugli organi di informazione a proposito delle case popolari vuote e da
ristrutturare nel capoluogo. “Questa situazione viene da lontano – ricorda Baronti – risale al 2003. Da un primo rendiconto relativo a quell’anno, che la società di gestione del Lode
fiorentino invia alle Regione nell’aprile 2005 emerge un primo dato: dai canoni di locazione degli alloggi popolari sono stati raccolti 11 milioni e 537 mila euro.

La legge dice chiaramente che quei soldi devono servire per la gestione e la manutenzione degli alloggi. Risulta invece che sono stati spesi solo in parte per questo ed in particolare alla
manutenzione sono stati destinati 2 milioni e 253 mila euro. Da quel primo rendiconto emerge che “avanzano” 3 milioni e 523 mila euro. Ma nel 2006, sempre relativamente all’anno 2003, Casa spa,
la società di gestione del Lode, invia un altro rendiconto. La somma derivante dai canoni è invariata, così come la somma indicata per la manutenzione degli alloggi.
Però c’è una sorpresa: il residuo non è più di 3 milioni e mezzo, ma solo di 987 mila euro. La sorpresa si fa ancora più grande nel luglio 2007, quando arriva
un altro rendiconto, sempre relativo al 2003. La somma derivante dai canoni diminuisce e diventa di 10 milioni e 932 mila euro, quella destinata a manutenzione è sempre la stessa, ma gli
“avanzi” diventano solo 582 mila euro. E’ evidente che le cose non tornano – prosegue Baronti – ed è altrettanto evidente che la Regione non può accettare questo. Ma c’è
ancora dell’altro – continua l’assessore – basta guardare i rendiconti degli anni successivi. Prendiamo il 2004: come è possibile che l’ammontare dei canoni diventi improvvisamente di 16
milioni di euro? Come è possibile che da un anno all’altro vi sia una differenza di 5 milioni di euro?. Sulla vicenda – ricorda ancora Baronti – c’è stata anche una decisione del
Consiglio regionale, che ha confermato la bontà delle nostre posizioni.

E’ evidente pertanto che chi ha la responsabilità di questa situazione deve fare chiarezza una volta per tutte senza scaricare su altri colpe che non hanno. In tempi di emergenza
abitativa non è morale tenere le case vuote, e non si può affermare che la Regione non dà l’autorizzazione ai lavori delle case da ristrutturare. I soldi c’erano e
l’autorizzazione non serviva. Dove sono finite le risorse? Certo non sono nelle casse regionali. In ogni caso – conclude l’assessore – è la legge 96/96 che disciplina l’uso di queste
risorse e la legge non può essere derogata dal contratto di servizio fra i Comuni e il Gestore del Lode.”

Laura Pugliesi

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