Al Castello Sforzesco una mostra dedicata a Edmondo Dobrzanski

By Redazione

Milano – Nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco, dal 12 febbraio fino al 6 aprile 2008, un’ampia esposizione celebra Edmondo Dobrzanski, una delle figure più
importanti nel panorama della pittura svizzera ed europea del Novecento.

Presentata questa mattina dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, la mostra raccoglie 250 opere che ripercorrono l’intera produzione di Dobrzanski.

Alla presentazione sono intervenuti anche il vice Sindaco e assessore alla Cultura della Città di Locarno Tiziana Zaninelli e il Direttore dei Servizi culturali Riccardo Carazzetti.

«Questa mostra – ha detto l’assessore Sgarbi – offre al pubblico l’occasione di apprezzare l’opera di un grande artista che ha espresso una forte tensione drammatica nelle sue tele, dove
si riconoscono elementi dell’espressionismo, dell’Informale e di tanta cultura europea che si pone tra arte applicata e arte implicata».

«Portare Dobrzanski a Milano – ha aggiunto – è segno di una politica culturale che vuole proporre al pubblico tematiche e autori appassionanti, capaci di colpire e coinvolgere lo
spettatore con la forza della loro capacità espressiva».

L’esposizione, curata da Piero Del Giudice, è prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Dicastero Cultura della Città di Locarno.

«Tensione religiosa, concentrazione intellettuale, meditazione sul destino dell’uomo. Tutto questo, e una densità di passioni e di sentimenti, documentano le opere di Dobrzanski.
Valori profondi, potentemente contrastati, trasportati su tele, maturano, in una chiave anche più drammatica, le istanze di altri grandi lombardi come Morlotti, Francese, Chighine,
Tavernari, messi in dialogo con, pur diversissimi tra loro, Permeke, Soutine, Sironi, Varlin. Dobrzanski, artista di frontiera, tra la Lombardia e il Canton Ticino, esprime un disagio, una
sofferenza che poca pittura, attraverso una materia che pensa, è stata in grado di esprimere».

(Dalla prefazione dell’assessore Sgarbi al Catalogo della mostra)

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