Agricoltura: riforma OCM vino

Bologna, 20 Dicembre 2007 – «E’ stato contenuto il danno» questo il giudizio sintetico dell’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, sul recentissimo accordo
europeo sul vino, «non possiamo certamente dichiararci soddisfatti di una OCM che ripristina la pratica dello zuccheraggio per innalzare il grado alcolico di vini diversamente non
commerciabili come tali e che, addirittura, non prevede l’obbligo di dichiarare in etichetta quello che eufemisticamente viene chiamato ‘arricchimento’ – spiega l’assessore Rabboni – Tuttavia,
il buon lavoro del Ministro De Castro ha sicuramente contenuto e, in parte, compensato questo vero e proprio vulnus ai danni dei vini di qualità e delle regioni italiane ed europee a
vocazione vitivinicola».

«E’ importante – continua l’assessore – che il Ministro abbia ottenuto una maggiorazione della dote finanziaria destinata all’Italia, che molte decisioni attuative siano state rinviate
alla potestà dei singoli Stati membri e che diverse proposte della Commissione, contestate dal nostro Paese, siano state respinte».

«Le nuove regole europee vanno ora, comunque, utilizzate al meglio – aggiunge Rabboni – in particolare per favorire la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, l’ammodernamento della
catena della produzione, l’innovazione, la formazione professionale, il miglioramento della commercializzazione, la gestione delle crisi di sovrapproduzione, l’insediamento dei giovani
vignaioli. E in Italia il modo migliore per farlo è di puntare sulle Regioni, che sono l’istituzione più prossima alle specifiche vocazioni vitivinicole, nonché sulle
realtà organizzate della filiera e sui sistemi d’impresa più dinamici ed impegnati nella promozione internazionale della qualità e dell’unicità territoriale dei
nostri vini. In Emilia-Romagna, come sempre, – conclude – siamo pronti a fare la nostra parte per trasformare quella che per molti versi appare come un problema in una opportunità di
crescita».

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