Agricoltura: l'appello di Coldiretti, le Istituzioni devono esercitare il loro ruolo

Lucca – Mercato dei fiori di Viareggio, centro agroalimentare di Lido di Camaiore, acquedotto industriale: è un fiume in piena la Coldiretti Provinciale
che proprio negli scorsi giorni aveva lanciato un invito ai candidati sindaci dei Comuni interessati dalle elezioni del 13 e 14 aprile, per discutere insieme sulle problematiche del territorio
e per illustrare, ai politici locali, il programma dell’organizzazione.

Coldiretti lancia, o meglio rilancia, nel dibattito pubblico cittadino alcuni dei temi che da anni sta cercando di sostenere. A parlare a nome dell’organizzazione agricola che da sola
rappresenta circa il 70% delle imprese agricole totali iscritte alla Camera di Commercio di Lucca è Mauizio Del Chiaro, Responsabile per la Versilia.

«Nonostante decine di incontri, impegni, esaltazione del ruolo dell’agricoltura per territorio e per tutto quello che rappresenta in termini economici, occupazionali, di indotto e
presidio, le amministrazioni comunali della Versilia, in particolar modo quella di Viareggio e Camaiore, hanno mostrato fino ad oggi scarsa efficacia. La ripresa del comparto agricolo – spiega
Del Chiaro – passa attraverso dei processi ben delineati come l’impegno degli imprenditori agricoli e delle Istituzioni insieme, in modo sinergico, sia nella progettualità di cosa si
deve fare e di cosa non fare. Se manca questa sinergia ci aspettano solo problemi. Il primo punto è l’immobilismo della politica: mentre gli imprenditori agricoli si impegnano per
ammodernare le proprie strutture aziendali, si aggiornano, si occupano di marketing e stimolano il ricambio generazionale, tutti step indispensabili per presidiare in modo concreto ed
economicamente valido i mercati, le Istituzioni con le loro lungaggini burocratiche non riescono a muoversi, addirittura rallentando il processo di sviluppo di un comparto che
si vede costretto ad inventare alchimie di ogni genere per non perdere il mercato e terreno nei confronti di altre realtà geografiche. Alle Istituzioni – è chiaro il Responsabile
Coldiretti – non chiediamo interventi a pioggia fini a se stessi ma strutture che aiutino il processo evolutivo dell’ ortoflorovivaismo».

La prima struttura ritenuta fondamentale per Coldiretti è il Mercato dei Fiori; struttura su cui l’organizzazione agricola si è battuta molto in questi anni.
Coldiretti sottolinea i tempi: 8 anni.

«Serve la nuova struttura del Mercato dei Fiori di Via Comparini per permettere la delocalizzazione dell’attuale mercato di Via Aurelia Nord, fatiscente ed ingestibile.
Dopo la costruzione del primo lotto è iniziata una via crucis che da otto anni ad oggi non ha portato nessun risultato concreto. Ma ancora più grave è il fatto di non poter
prevedere quando un risultato sarà visibile e palpabile. E nel frattempo – prosegue Coldiretti – gli imprenditori sono costretti a lavorare in un bazaar perché
usare la parola mercato per l’attuale struttura è del tutto improprio».

Coldiretti tira in ballo le dimissioni della Commissione dei Fiori nel mese di dicembre; «atto più simbolico che pratico – spiega – che non ha però favorito
un processo di attenzione e verifica da parte della pubblica amministrazione di Viareggio».

L’altra attenzione di Coldiretti è per il centro agro-alimentare che sarebbe dovuto nascere a Lido di Camaiore diventando il punto di riferimento per
gli imprenditori ortofrutticoli di Viareggio e Camaiore e dell’ area versiliese concentrando l’offerta e la domanda in modo da «aggredire» mercati oggi inarrivabili, oppure, per
poter vendere direttamente i propri prodotti offrendo al consumatore la possibilità di acquistare prodotti locali, salubri, freschi e a prezzi decisamente favorevoli. «Dov’è
finito? Si chiede Del Chiaro – quando si pensava che i comuni maggiormente interessati, Viareggio e Camaiore, avessero imboccato la strada giusta, ecco che altre logiche hanno avuto il
sopravvento. Le giustificazioni sono le più varie, ma di fatto tutto si è fermato.

Ci piacerebbe che le istituzioni ragionassero sulle potenzialità produttive dell’areale, e non in termini di presenze sugli attuali mercati, dimostrando scarsa attenzione ad un mondo,
forse, poco conosciuto».

L’ultimo punto, portato ad esempio della mancanza di risposte da parte delle amministrazioni versiliesi ruota attorno all’acquedotto agro-industriale. «Sono dieci anni
che si parla di questo progetto; tutti sappiamo che risolverebbe il problema dell’irrigazione collegato all’emungimento dalla falda di acqua salmastra e del rinascimento, ma Regione, Provincia,
Autorità di Bacino, Comuni di Viareggio e Camaiore, pur avendo manifestato interesse e gradimento per l’iniziativa, di botto si sono fermate ancora una volta». Coldiretti chiede un
ruolo per l’agricoltura della Versilia, ed in generale della Lucchesia ai prossimi governi locali. «Pretendiamo di iniziare, finalmente, una stagione che veda riconosciuto il giusto ruolo
del mondo agricolo. Alle istituzioni locali il compito di tenere il passo degli imprenditori».

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