ADUC: Sciopero pane, hanno ragione i panificatori: lo sciopero è finto…

 

Firenze – Ha ragione il presidente della Fippa (Federazione Italiana Panificatori), Luigi Vecchiato, quando sostiene che lo sciopero del pane indetto per oggi 18 settembre da alcune
associazioni di consumatori per contestare i prezzi del settore, è una iniziativa demagogica. Ha ragione perchè la possibilita’ di valutare se uno sciopero e’ riuscito o
meno si calcola rispetto ai risultati del disagio che avrebbe creato, cosa impossibile nella fattispecie, perche’ siamo convinti che i promotori dello sciopero non hanno alcun servizio
di rilevamento statistico in merito, ma solo il populismo demagogico che contraddistingue la loro iniziativa. Ma e’ altrettanto ridicola la Fippa quando, a meta’ mattinata del giorno di
sciopero, sostiene che i 25 mila panificatori a loro associati non hanno registrato alcuna flessione… dove sono i dati? Quale sistema di rilevazione hanno? Non e’ dato saperlo.

Quindi abbiamo la demagogia di alcune associazioni di consumatori che si confronta con altrettanta demagogia della Fippa e il Governo, che dovrebbe fare qualcosa con Mister Prezzi, ma
che non fa neanche il prurito a qualcuno.

In mezzo rimane il consumatore, coi prezzi del pane che salgono sempre di piu’ e senza nessun strumento di difesa.

Un metodo ci sarebbe per far calare i prezzi e favorire la qualita’ del mercato, ma bisognerebbe defiscalizzare e liberalizzare: due processi che sarebbero contrastati dai medesimi
attori di questo mercato, lo Stato che, siccome non vede mai oltre il proprio naso e non sa cosa sia un libero mercato, e’ convinto che avrebbe meno introiti in questo modo e le
corporazioni dei panificatori che perderebbero il loro potere di controllo.

Per capire il contesto di questo sciopero del 18 settembre, tra i promotori c’e’ anche la Coldiretti che, nella sua politica per contrastare l’aumento dei prezzi sta proponendo in
alcune piazza italiane i “farmer market” che, anche se fa molto “figo” e “impegnato” chiamarli in lingua inglese (come il “family day”, il “gay pride”, etc..), ha proposto i propri
prodotti a prezzi superiori che nei supermercati di zona, cosi’ come e’ accaduto nel lancio milanese del 17 settembre.

Contesto in cui tutti si buttano a capofitto per trarne il maggior profitto possibile per la propria corporazione: coltivatori diretti, panificatori, consumatori. Meno male che i
coltivatori diretti, i panificatori e i consumatori, nella maggiorparte dei casi non seguono i consigli di chi pretende di rappresentarli… col risultato, per l’appunto, che ognuno
continua a fare come crede senza, invece, focalizzare le proprie iniziative contro i responsabili della mancanza di mercato e quindi dei prezzi alti e della qualità scarsa, cioe’
Stato e Governo.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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