“Acqua per l’agricoltura ed energia in Africa: le sfide del cambiamento climatico”
12 Dicembre 2008
Alla Conferenza panafricana che si apre lunedì prossimo a Sirte, in Libia, si discuterà di un programma per
una “Rivoluzione Blu” che valorizzi le risorse terriere ed idriche sinora largamente inutilizzate dell’Africa.
Questo programma, dell’entità di 65 miliardi di dollari e della durata prevista di 20 anni, dovrebbe creare
infrastrutture per l’irrigazione e centrali idroelettriche drammaticamente necessarie per accelerare lo sviluppo dell’Africa e fornire molto più cibo ed energia
elettrica per una popolazione in rapida crescita, che si prevede per il 2050 raggiungerà i due miliardi di persone.
Delegati di 53 paesi africani a conclusione della conferenza adotteranno una Dichiarazione congiunta per promuovere lo
sviluppo delle risorse idriche a livello nazionale, regionale e continentale e riuscire a sfruttare a pieno le potenzialità del settore agricolo ed energetico del
continente.
Verrà discusso anche un Piano d’azione graduale per raggiungere questi obiettivi e rispondere alle sfide del
cambiamento climatico che minaccia di sconvolgere in molte parti del continente gli attuali sistemi di produzione agricola. Il Piano d’Azione si basa su relazioni nazionali,
per ciascuno dei 53 paesi, preparate dalla FAO e dalle nazioni interessate, che analizzano in dettaglio gli investimenti nazionali necessari ed il loro costo.
La FAO presiede attualmente UN Water – il meccanismo inter-agenzie che coordina le attività relative
all’acqua dell’ONU.
Con una popolazione che sarà il doppio di quella attuale, l’Africa nei prossimi 40 anni dovrà riuscire a
triplicare la propria produzione alimentare. Dovrà anche portare l’elettricità a milioni di imprese e di case per spronare lo sviluppo economico del
continente.
La Conferenza è organizzata dalla FAO insieme al Governo libico, all’Unione Africana, al Consiglio dei
ministri africani per lo sviluppo dell’acqua (AMCOW), alla Banca per lo Sviluppo Africano ed alla Commissione Economica per l’Africa.





