A Verona riuniti gli Stati Generali delle Autonomie Venete
30 Novembre 2007
Verona – Gli oltre 500 Comuni del Veneto, le sette Province e le Comunità montane si riuniranno venerdì 30 a Verona per chiedere di essere maggiormente rappresentati in
Regione e per ottenere l’attuazione di un reale federalismo attraverso una proposta di legge.
Gli Stati Generali delle Autonomie Venete (Anciveneto, Urpv, Uncem Veneto e Legautonomie) sono stati indetti, alle ore 15 nella sala convegni del Centro Servizi della Banca Popolare di Verona
in via delle Nazioni 4, per la presentazione di una proposta di legge che istituisca l’Apel (Assemblea permanente degli enti locali). Si tratta di un organismo permanente di consultazione e
concertazione tra la Regione e gli enti locali.
Oltre ai sindaci e ai sette presidenti delle Province, all’incontro parteciperanno assessori, consiglieri e i vertici dei Consigli comunali, provinciali e delle Comunità montane.
Prevista dalla riforma del Titolo Quinto della Costituzione approvata sei anni fa, l’Assemblea permanente diventerebbe uno strumento fondamentale per il buon governo del territorio. Fra le sue
varie funzioni, anche quella di dare parere obbligatorio sulle leggi regionali riguardanti gli enti locali e sul bilancio regionale.
A prevedere l’istituzione dell’Assemblea è il quarto comma dell’articolo 123 della Costituzione che recita: “In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali,
quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali”. Tranne che in Veneto.
“Comuni, Province e Comunità montane sentono con grande urgenza la necessità di una dialogo costruttivo che renda possibile una costante collaborazione con la Regione”, ha detto
Elio Mosele, presidente della Provincia di Verona e dell’Urpv-Unione Province Venete. “Molte Regioni hanno previsto la creazione del Comitato delle Autonomie Locali all’interno dei propri
statuti. In Veneto stiamo ancora aspettando la stesura definitiva di questo importante documento e la conseguente creazione del Cal. Con questa legge di iniziativa popolare e istituzionale si
vorrebbe anticipare la possibilità di un dialogo fra le autonomie locali e la Regione. Ci auguriamo che il presidente Galan e la sua giunta recepiscano le nostre richieste. Gli enti
preposti al governo territoriale si sono sempre posti in posizione di sussidiarietà nei confronti dell’ente regionale”.
“E’ nostra intenzione avviare un dialogo costruttivo con la Regione Veneto”, ha aggiunto Vanni Mengotto, presidente Anciveneto.”L’Assemblea delle autonomie influenza l’attività
legislativa della Regione, anche se esprime pareri non vincolanti. E’ il primo passo verso il vero federalismo. Con questo nuovo strumento superiamo il modello delle conferenze miste: disunite,
disorganiche e senza voce in capitolo quando c’è da discutere su questioni riguardanti gli enti locali. In questo senso l’Apel permette di costruire un fronte unico e compatto. Inoltre
l’Assemblea delle autonomie esercita una sorta di controllo politico sulla finanza regionale; fornisce pareri obbligatori su disegni di legge relativi all’approvazione dei bilanci di previsione
e alla finanziaria regionale, nonché sul Dpef. E si accorda con la Giunta sui criteri per la ripartizione delle risorse da destinare a comuni e province”.




