Indigesta e poco salutare. Lo scrittore Vèlez contro la cucina peruviana
6 Febbraio 2012
Tutti contro un blogger, reo di aver denigrato la cucina peruviana.
Nell’occhio del ciclone, Iván Daniel Thays Vélez, autore di “Vano oficio“.
Nel testo su Internet, Vèlez definisce la gastronomia nazionale come “Indigesta e poco salutare”. Particolarmente offensivo è un paragrafo, ripreso dal quotidiano “El
Pais”: “Casi sin excepción se trata de un petardo de carbohidratos al cubo, una mezcla inexplicable de ingredientes (muchos de ellos deliciosos en sí mismos, hay que decirlo, pues
los insumos son de primera calidad) que cualquier nutricionista calificado debería prohibir”.
A tale schiettezza ha replicato la violenza delle opinioni contrarie.
Primo a parlare, lo chef peruviano Gaston Acurio, autore di un’infuocata risposta via Twitter.
A seguire, diversi utenti peruviani, che hanno bollato lo scrittore come traditore della patria, un cacciatore di pubblicità sulla pelle degli altri, un gay pieno di rancore che non
capisce nulla di cucina ma si permette di giudicare.
Per capire tale rancore, bisogna capire il peso che la cucina ha nell‘economia nazionale.
Secondo gli addetti ai lavori, la gastronomia peruviana è in piena rampa di lancio, capace di conquistare i palati e sfornare chef di primo piano. I piatti e gli intingoli “Attraggono
tanti turisti quanto i palazzi preispanici di Cuzco” come dichiarato dal Nobel Vargas Llosa.
Il segreto del successo, una combinazione di vari stili: una cucina fusion, per usare in termine tecnico.
La base, l’antica cucina Inca, con la birra, il pesce essiccato, l’uso di terracotta. Poi, i conquistadores spagnoli e l’importanza della frittura. I loro schiavi africani importarono la
tecnica del quinto quarto e dei cibi speziati. Le successive ondate d’immigrati diedero il loro contributo. I giapponesi diedero vita alla variante locale del sashimi. I cinesi spiegarono i
segreti del riso. Gli italiani portarono da casa pasta e panettone.
Tutto questo ha stimolato l’estro di grandi cuochi. Il Perù del presente vanta professionalità come Gaston Acurio e nel futuro si prevede come nella lista dei 30 migliori
cuochi 5 posti saranno dei maestri sudamericani.
Turismo e qualità degli addetti ai lavori generano un giro d’affari annuo di 12 milioni di nuevo sol, circa 3,5 milioni di Euro. Tanti soldi ed orgoglio nazionale ferito:
c’è abbastanza carne al fuoco per attaccare qualunque scrittore.
Matteo Clerici
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