L’aglio che non rende l’alito cattivo
9 Agosto 2010
Un aglio che mantenga tutti i principi nutritivi della varietà tradizionale ma sia priva dell’aroma e quindi incapace di rendere l’alito cattivo.
Questo è l’aglio nero, recentemente introdotto sul mercato da un’azienda produttrice di supplementi alimentari.
Come spiegano i ricercatori, il segreto è nel processo di fermentazione, che elimina il retrogusto e produce melanoidina, la sostanza che da il colore scuro E tale processo avviene in
maniera totalmente naturale, senza bisogno di lieviti funghi o altri aiutanti esterni. Inoltre, il meccanismo non rovina le proprietà benefiche dell’aglio al naturale.
Unico inconveniente, la quantità. Per creare un grammo di aglio nero servono 6 grammi di aglio fresco, perciò i tecnici dell’azienda consigliano di assumerne 660 mg, circa 4 bulbi
fermentati.
A riguardo, i produttori hanno raccolto diversi studi scientifici di parere positivo. Alcuni di questi sottolineano l’effetto positivo sulla pressione arteriosa e sui lipidi del sangue;
inoltre, attribuiscono al prodotto la capacità di agire come immunomodulante, di ritardare la calcificazione delle arterie ed accelerare la guarigione delle ferite.
Una recente ricerca, svoltasi tramite test in vitro su plasma di soggetti sani, ha evidenziato come l’aglio nero inibisca l’aggregazione dei trombociti causata da vari trigger organici. Secondo
i responsabili aziendali, tale azione favorisce la salute del cuore: l’aggregazione delle piastrine ha infatti effetto negativo sulla circolazione del sangue in quanto aumenta il rischio di
blocco capillare e coaguli di sangue, e può quindi portare alla trombosi.
Ciò detto, è giusto ricordare come l’aglio nero non sia qualcosa di nuovo né di esclusivamente “industriale”.
In Oriente, l’aglio nero è presenza abituale della cucina asiatica, dove domina sui piatti di pesce.
Allora, eventuali esploratori della cucina possono seguire il metodo di preparazione di Thailandia e Corea, dove tale aglio è molto usato. In tali nazioni, i cuochi prendono bulbi di
aglio fresco e lo e lo lasciano fermentare in ambienti molto caldi per circa un mese. Dopodiché, si ha a disposizione un aglio dalla buccia secca ma dall’interno nero (da qui il nome),
con tutte le caratteristiche dell’aglio classico, tranne la capacità di ammorbare l’alito.
Matteo Clerici
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