Fao: Ogni 6 secondi un bambino muore di fame

Fao: Ogni 6 secondi un bambino muore di fame

By Redazione

Roma – “Il primo obiettivo del millennio, che aveva come target di dimezzare il livello degli affamati entro il 2015, è ormai irraggiungibile”. Così il segretario generale di
ActionAid, Marco De Ponte, commenta il Rapporto sull’Insicurezza Alimentare presentato oggi dalla Fao. “Ogni sei secondi un bambino muore di fame, ma questo scandalo potrebbe facilmente essere
eliminato se tutti i governi intervenissero in modo determinato, con una veloce e decisa inversione di marcia, per non vedere peggiorare ancora questi numeri”.    
   

“Basterebbe seguire – ha aggiunto De Ponte – le politiche messe in atto dai governi del Brasile e della Cina, ma anche quelle di Ghana, Vietnam e Malawi”. Ossia dei paesi in testa alla classifica
stilata da ActionAid sui governi che hanno adottato le politiche migliori per combattere il problema della fame. Nel rapporto “Chi sta veramente combattendo la fame?”, ActionAid ha analizzato il
lavoro di 51 governi “e le sorprese sono state molte: la Cina, ad esempio, ha ridotto i numeri della fame di 58 milioni in 10 anni attraverso un deciso supporto dello Stato per i piccoli
contadini. Al contrario in India oltre trenta milioni di persone in più, rispetto alla fine degli anni Novanta, vanno a letto affamate”.    

Su trenta Paesi in via di sviluppo – secondo lo studio di ActionAid – il Brasile è in testa alla classifica, seguito da Cina e Ghana. All’ultimo posto, la Repubblica Democratica del Congo.
Su ventidue paesi industrializzati, invece, è il Lussemburgo a guidare la classifica. All’ottavo posto c’é l’Inghilterra, seguita dalla Francia, mentre l’Italia è
quattordicesima e gli Stati Uniti ventunesimi. Fanalino di coda é la Nuova Zelanda.   

“I progressi che si stanno facendo per sconfiggere la fame nel mondo si possono determinare soltanto attraverso le azioni intraprese dai singoli governi, che devono seguire gli impegni presi
nelle sedi internazionali”, sottolinea De Ponte, che osserva come non solo “l’Italia si colloca soltanto quattordicesima nel consesso dei paesi industrializzati, ma è addirittura ultima
per investimenti nella lotta al cambiamento climatico e nei sistemi di protezione sociale”.   

“Per rimettersi in carreggiata il nostro paese deve rapidamente ripensare le scelte fatte dall’inizio della legislatura e aumentare le risorse destinate alla cooperazione. Non bastano più
le parole, serve un massiccio e urgente supporto in termini di risorse per sostenere i sistemi di agricoltura e alimentare, reti di protezione sociale per gruppi vulnerabili”, conclude il
segretario generale di ActionAid. “Al World Food Summit del prossimo mese, gli stati donatori dovranno annunciare un’aggiunta di 23 miliardi di dollari per finanziare queste misure, altrimenti il
prossimo anno i dati peggioreranno ancora in maniera drammatica”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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