Lo stress? In coppia si sente meno
5 Luglio 2009
Litigate con i superiori carogna. Dovete fare i conti con colleghi antipatici e fastidiosi. I vostri clienti sono maleducati, troppo esigenti o irrimediabilmente stupidi.
Se la vostra giornata lavorativa risponde a questi criteri, lasciate stare un attimo farmaci anti-ansia o la terapia dallo psicologo: la miglior cura è correre tra le braccia del
partner.
Questo è il messaggio della ricerca della dottoressa Ann-Christine Andersson Arntén, dell’Università di Göteborg, in Svezia, che ha dimostrato come “Una relazione
riduce gli effetti negativi dello stress sulla nostra salute. Ma una relazione insoddisfacente, invece, li amplifica”, per usare le parole della studiosa.
La scienziata nordica ha lavorato con oltre 900 per evidenziare il rapporto tra relazioni personali, lavoro e stress lavorativo.
Il suo lavoro ha evidenziato come i soggetti felici del proprio rapporto di coppia godeva di buona salute e risentiva meno degli effetti della tensione.
Al contrario, coloro che avevano problemi con la propria compagna/compagno vedevano il proprio stato fisico peggiorare, aggredito anche dai disturbi psicosomatici derivati dalla mala relazione.
A questo proposito, Andersson Arntén le conseguenza di un rapporto poco soddisfacente sono diverse a seconda del sesso: per le donne, le conseguenze di un rapporto infelice si fanno
sentire soprattutto in termini di ansia e difficoltà a dormire; ai maschi ,invece, toccano depressione e reazioni psicosomatiche da stress.
La dottoressa Andersson Arntén vuole sottolineare anche i problemi legati all’ accumulo dello stress o, ancora peggio, alla sua sottovalutazione.
Se non si riesce a scaricarla, mediante tecniche di rilassamento a addirittura prendendosi una pausa, la tensione si accumula nel corpo, giorno dopo giorno.
Il risultato finale è l’ arrivo del punto di rottura, quando il rendimento lavorativo crolla e la salute ne risente.
A quel punto si rischia di aggiungere danno a danno, in quanto i problemi tendono a colpire anche le relazioni personali, mettendo in pericolo l’unico rifugio fino a quel momento sicuro.
Matteo Clerici




