Iran, rilasciati cinque dei nove dipendenti dell’ ambasciata inglese. E’ iniziato il riconteggio dei voti
29 Giugno 2009
Prove di distensione tra Iran ed Occidente? Oggi, le autorità di Teheran hanno rilasciato cinque dei nove dipendenti iraniani dell’ ambasciata britannica, arrestati ieri con l’accusa di
essere spie e provocatori politici.
A dirlo Hassan Qashqavi, portavoce del ministero degli Esteri locale, che ha anche aggiunto come il suo governo non voglia interrompere a priori nessun rapporto diplomatico né
ridimensionare le rappresentanze degli Stati esteri.
Ieri sera il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, aveva avuto un fitto colloquio con il pari ruolo inglese.
Intanto, in 22 distretti elettorali di Teheran e in altre province dell’Iran è cominciato un nuovo spoglio su un campione casuale del 10% delle schede delle elezioni presidenziali del 12
giugno scorso, ha detto televisione di stato al Alam.
L’ opposizione continua però a spingere per il ritorno alle urne ed il governo a non abbandonare la tesi della provocazione straniera; a tal proposito, Gholamhossein Mohseni-Ejei,
ministro iraniano dell’ intelligence, ha pubblicamente accusato gli Stati Uniti di aver inviato agenti per causare la caduta della Repubblica islamica.
Una nuova manifestazione dell’opposizione iraniana è attesa per oggi a Teheran, dove anche ieri la protesta ha sfidato il divieto imposto dalle autorità.
Secondo i blog, dai quali filtrano le informazioni ufficialmente non confermate, continuano le repressioni delle forze dell’ordine e gli arresti.
Matteo Clerici




