Agricoltura: bene la proposta Ue di stoccaggio per l’olio d’oliva

Agricoltura: bene la proposta Ue di stoccaggio per l’olio d’oliva

By Redazione

Il presidente della Cia Giuseppe Politi evidenzia l’importanza di una tale misura. Il settore olivicolo vive un momento di pesante crisi. Occorrono validi interventi. Il valore dello stoccaggio
deve essere superiore almeno del 20 per cento rispetto all’attuale prezzo di mercato, che risulta estremamente basso.

«E’ una proposta che va nella direzione giusta e la nostra Organizzazione l’aveva sollecitata da tempo proprio per venire incontro alle esigenze dei produttori olivicoli, che sono costretti
ad affrontare una fase di estrema difficoltà, con i prezzi in costante discesa».

Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta l’orientamento della Commissione Ue in merito allo stoccaggio privato dell’olio di oliva
invenduto.

«Si tratta di una decisione importante soprattutto per il nostro Paese. Una misura del genere è essenziale – aggiunge Politi – per un settore come quello olivicolo che registra
prezzi in caduta libera (meno 30 per cento rispetto alle precedenti campagne di commercializzazione), costi produttivi alle stelle (aumenti anche del 60 per cento), oneri sociali in continua
crescita, redditi in flessione. I produttori italiani si confrontano, infatti, con un mercato che presenta non pochi problemi e riduce in maniera preoccupante la
competitività».

«E’ significativo – sottolinea il presidente della Cia – che la Commissione Ue abbia avuto un ripensamento su questa materia. Sia la nostra Confederazione che il Copa, d’altra parte,
avevano sollecitato il provvedimento di stoccaggio proprio perché i produttori olivicoli sono alla prese con grandissimi problemi».

«L’auspicio adesso – conclude Politi – è che la proposta della Commissione di Bruxelles venga definitivamente approvata dai 27. Comunque, una cosa deve essere certa. Il valore dello
stoccaggio deve esser superiore almeno del 20 per cento rispetto all’attuale prezzo di mercato, che è sceso a livelli veramente insignificanti per i produttori».

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