Muoversi per crescere: per 400 studenti toscani scambi con scuole europee
15 Febbraio 2008
Da Firenze a Goteborg, da Prato a Siviglia, da Portoferraio a Oberckocken, da Pistoia a Barcellona: queste alcune delle destinazioni delle 19 scolaresche toscane che, in queste
settimane, partono alla volta di altrettante destinazioni europeee grazie al Progetto di mobilità internazionale per gli studenti delle scuole superiori messo a punto e finanziato dalla
Regione Toscana.
In tutto sono quasi 400 ragazzi e ragazze che si cimenteranno con la lingua e la cultura di altri paesi, facendo esperienze utili alla loro crescita. Non si tratta, infatti di gite scolastiche,
ma di vere e proprie esperienze di studio, che prevedono soggiorni da un minimo di 10 a un massimo di 14 giorni, da gennaio a giugno. Per questo progetto la regione stanzia 300 mila euro. In
termini strettamente economici può sembrare un piccolo investimento – cui seguiranno però ulteriori e più ingenti finanziamenti – ma in termini di sviluppo la sua portata
è enorme. E’ un investimento sul capitale umano, una risposta alla necessità di far fare alla Toscana uno scatto in più in dinamismo e competitività.
Un passo in avanti verso l’Europa. Per questo la Regione ha pensato di valorizzare la dimensione internazionale dell’istruzione e della formazione, nella consapevolezza che, per essere
più competitivi sul mercato del lavoro internazionale, i giovani debbano allargare il proprio orizzonte formativo e aprirsi al mondo. La scuola è sicuramente un punto di partenza
obbligato. Ma non il solo. Sono stati stipulati con alcune regioni europee accordi bilaterali che faciliteranno gli scambi anche fra lavoratori in formazione ed apprendisti.
Sono Bretagna, Andalusia, Catalogna, la regione svedese del Vastra Gotaland, le Isole Baleari, i Paesi Baschi, il Baden Wuerttemberg in Germania e la regione ungherese di Pest. Grazie a questi
accordi sarà possibile andare oltre l’ambito dell’istruzione formale, per investire anche quello della formazione e dell’aggiornamento professionale di chi già lavora. Per
potenziare queste politiche, la Toscana può oggi contare anche sulle risorse del Fondo sociale europeo. Con il nuovo programma operativo 2007-2013, vengono infatti destinati alla
mobilità 27 milioni di euro, il 4% dei fondi assegnati alla Toscana. Uno sforzo che sarà sicuramente ripagato dalle nuove opportunità offerte dal mettere in comune
competenze, professionalità ed esperienze, disegnando così, forse per la prima volta, i contorni di una nuova cittadinanza europea.




