Berlusconi: “Vogliono sabotare il dialogo”

By Redazione

“Vogliono sabotare il dialogo sulle riforme”, così Silvio Berlusconi ha commentato l’articolo pubblicato mercoledì dal quotidiano Repubblica che ha dato notizia dell’inchiesta
avviata dalla procura di Napoli nei suoi confronti, dietro l’accusa di corruzione, l’ex premier, che nelle scorse ore ha dichiarato l’illegittimità dell’operato del reporter del
quotidiano (di cui ha fatto segnalazione al Garante per la privacy), ha ribadito che l’articolo punta a “sabotare” il dialogo avviato con Veltroni: “Quando un organo di stato interviene sulle
conversazioni tra dirigenti Rai e Mediaset assolutamente normali, anzi dovute, e si usa questa ultima vicenda – ha osservato Berlusconi – credo che ci sia una voglia chiara di sabotare
quell’accordo di buonsenso che sta per nascere, quel dialogo che sta per nascere tra due parti che finora si sono guardate con molta diffidenza”.

“Non è che questa diffidenza sia venuta meno – ha puntualizzato il Cavaliere – però c’è da parte di entrambi la volontà di cambiare le cose”.
Berlusconi, comunque, ha ribadito che non ha alcuna intenzione di mollare e, con tono apocalittico, ha annunciato che è “disposto a morire per una giusta causa”: “Sento che in Italia non
sono fungibile – ha attaccato – Quindi sulla mia continuità, fino a quando non ci sarà qualcuno pronto a sostituirmi posso garantirvi che sarò qui, disposto anche a morire
per una giusta causa”.
E, se ha reso noto di aver discusso della vicenda con il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (non per “chiedere solidarietà”, ma per “presentare un esposto affinché
provveda come ha fatto in altre situazioni meno gravi”), la procura di Napoli non ha accettato di buon grado le parole pronunciate ieri dall’ex premier (“C’è odore di elezioni, l’armata
rossa della magistratura si rimette in moto”) e la maggioranza dei consiglieri del Csm ha chiesto al Comitato di presidenza di avviare una pratica che tuteli i pm partenopei dalle parole
“gravemente ingiuriose e delegittimanti” pronunciate dal Cavaliere.

Anche l’Associazione Nazionale dei Magistrati non ha gradito e ha diffuso una nota in cui, pur definendo “deprecabile” la fuga di notizie relative alle indagini in corso, ha ribadito che non
è accettabile che la magistratura venga ogni volta attaccata ed accusata di essere soggetta al potere politico: “Deve essere respinto con fermezza [?] il malcostume di attaccare per
prima cosa e ogni volta, la magistratura, tentando di trascinarla sul terreno della contrapposizione e della lotta politica che non le appartiene”, si legge.
“La magistratura non è un’armata e meno che mai è colorata politicamente”, continua la nota, ribadendo che la polemica non fa che “offuscare gli enormi e drammatici problemi della
giustizia nel nostro Paese”.

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