Inflazione: Tavolo permanente di confronto, Osservatori, doppio prezzo ed etichetta chiara
3 Dicembre 2007
Immediata apertura di un Tavolo permanente di confronto composto dai rappresentanti dei ministeri dell’Economia e Finanze, dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole, alimentari e
forestali, dell’Istat, dell’Unioncamere e da tutti i componenti della filiera agroalimentare; costituzione di Osservatori a livello nazionale e regionale; approvazione di una legge con la quale
si obblighi il doppio prezzo (origine e dettaglio) sui cartellini di vendita dei prodotti agroalimentari; etichette più chiare e trasparenti, con l’indicazione dell’origine. Sono queste
alcune delle proposte formulate al governo dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per contrastare i rincari selvaggi e le speculazioni che, in questi ultimi mesi, hanno favorito la
spirale dell’inflazione, provocando non pochi problemi alla spesa alimentare degli italiani.
Per la Cia i prezzi si “gonfiano” in maniera abnorme nei vari passaggi dal campo alla tavola. Una filiera troppo lunga e complessa che genera distorsioni e, spesso, aumenti artificiosi. Un
trend che ormai si riscontra da tempo sia nei prodotti derivati dai cereali (emblematici i casi del pane e della pasta) che nell’ortofrutta e nel settore lattiero-caseario. Fenomeno
preoccupante e allarmante sul quale è necessario fare la massima chiarezza e sul quale intervenire prontamente per cercare di stroncare ogni tentativo speculativo. Da qui l’esigenza di
un controllo costante, visto anche che il problema è oggi all’esame dell’Antitrust e della stessa magistratura. Il Tavolo permanente potrebbe essere la sede ideale per dare le risposte
che i consumatori, alle prese con impennate che hanno causato un crollo nelle vendite, chiedono con urgenza.
D’altra parte, come è stato riconosciuto da autorevoli studi ed indagini, è proprio la fase della produzione agricola quella più penalizzata. L’andamento dei prezzi
all’origine in agricoltura degli ultimi anni -rimarca la Cia- lo dimostra chiaramente. Si è andata sempre più allargando la “forbice” tra listini sui campi e quelli praticati al
dettaglio, con forti penalizzazioni per i produttori che hanno dovuto registrare un ulteriore calo dei redditi (nel 2006 sono diminuiti del 3,4 per cento).
Bisogna, insomma, capire come si generano questi rincari ed è per questa ragione che la Cia ripropone la costituzione, a livello nazionale e regionale, di Osservatori prezzi, partecipati
dalle organizzazioni agricole. Questi, sulla base di metodologie comuni, devono acquisire, per i più significativi prodotti, le quotazioni dei prezzi nelle diverse fasi, dall’azienda al
consumo, e li devono diffondere in tempo reale come strumenti di informazione per gli agricoltori, innanzitutto, e per i consumatori.
In tale contesto, la Cia riafferma l’attualità della sua Petizione popolare sul doppio prezzo (origine e dettaglio). Iniziativa attraverso la quale sono state raccolte in tutta Italia
centinaia di migliaia di firme che sono state consegnate al presidente della Camera Fausto Bertinotti. Con essa si vuole assicurare sia il produttore che il consumatore attraverso una corretta
informazione sul prezzo dal campo alla tavola. Insomma, una reale tracciabilità.
Una trasparenza che, infine, deve risultare anche da una chiara etichetta dove sia indicato soprattutto l’origine del prodotto. Questo a difesa del “made in Italy”, troppe volte -conclude la
Cia- preso d’assalto dagli agropirati che spacciano prodotti che provengono da chissà quale paese, alterando i prezzi e provocando, oltre al danno per l’agricoltura, il disorientamento
dei consumatori.





