Welfare, Vecchioni (Confagricoltura): «importanti risultati raggiunti»

«Dopo un decennio di immobilismo, connotato da arretratezza, storture e disfunzioni che hanno inciso sulla competitività delle imprese, il sistema-lavoro agricolo ha finalmente
raggiunto alcuni obiettivi, ottenendo risultati significativi anche se ancora parziali».

Lo ha detto il presidente della Confagricoltura, a Milano intervenendo al convegno organizzato dall’Anga «Mercato del lavoro e Welfare nel settore agricolo le opportunità per le
imprese nella nuova regolamentazione».

«Risultati – ha detto il presidente Vecchioni – ai quali non è certamente estraneo il rinnovato e costante impegno della Confederazione, a cui ha fatto riscontro la concreta
attenzione e la forte iniziativa del ministro Damiano, supportato dal lavoro paziente ed efficace svolto dal senatore Battafarano».

Si tratta – ha spiegato il presidente Vecchioni – di primi interventi di modernizzazione, essenzialmente volti a perseguire quattro obbiettivi: semplificazione, efficienza, sostenibilità
e trasparenza.

Particolarmente, poi, importante il recentissimo capitolo agricolo della legge di attuazione del protocollo del 23 luglio 1007, che ha recepito i contenuti e le istanze degli avvisi comuni
siglati dalla parti sociali.

«Le misure di contrasto del lavoro irregolare – ha detto il presidente della Confagricoltura – hanno avviato un nuovo percorso della previdenza agricola, improntato a quei criteri di
regolarità e trasparenza che sono necessari anche per evitare una progressiva destabilizzazione del settore, sottoposto dall’interno al troppo diffuso fenomeno della concorrenza
sleale».

I PRINCIPALI RISULTATI OTTENUTI

– Riduzione del 1% degli oneri previdenziali per gli OTI ex intervento sul cuneo fiscale e contributivo;
– Sospensione dell’incremento annuale dell’aliquota previdenziale agricola dello 0,20%.
– Riduzione degli oneri previdenziali (incremento fiscalizzazione) per i dipendenti delle imprese operanti nelle zone montane o svantaggiate;
– Razionalizzazione della disoccupazione agricola, volta ad eliminare l’improprio utilizzo della stessa;
– Oscillazione al ribasso, nel limite massimo del 20%, del contributo per l’assicurazione infortuni;
– Agevolazione, in termini di credito di imposta, per le nuove assunzioni o, comunque, per l’incremento delle giornate di lavoro prestate;
– Assorbimento del contributo dello 0,30% per il finanziamento della Formazione continua nella vigente contribuzione, senza l’aggravio del costo del lavoro intervenuto a tale titolo negli altri
settori.

LE COSE ANCORA DA FARE

? Sostenibilità economica del sistema – Gli interventi sulla contribuzione previdenziale non sono strutturali e vanno resi tali. Rimane, poi, la situazione di forte svantaggio
competitivo a carico delle imprese che per il lavoro dipendente sono assoggettate alla contribuzione cosiddetta ‘ordinaria’ ovvero senza fiscalizzazione, che è assolutamente ‘fuori
mercato’ e complessivamente superiore agli altri settori produttivi. Si tratta del 30% del lavoro agricolo, una quota di per se importante, ancora più significativa se si considera che
si tratta di lavoro prestato per lo più con rapporti a tempo indeterminato, alle dipendenze di imprese vitali, operanti in prevalenza nelle regioni del nord d’Italia.

? Lavoro stagionale – Confagricoltura ha avanzato la richiesta di applicare ai lavori stagionali agricoli, a cominciare dalla vendemmia e dalle raccolte, il regime previsto dalla legge
Biagi per i lavori occasionali. Ovvero l’adozione del sistema di pagamento con il vaucher (comprensivo di retribuzione e contribuzione previdenziale fortemente ridotta), che avrebbe ricadute
fortemente positive per le imprese, sia in termini di costo che di semplificazione.

? Semplificazione – Occorre incidere sulla quantità e la complessità degli adempimenti richiesti alle imprese per gestione dei rapporti di lavoro tra domande,
comunicazioni, registrazioni ed adempimenti vari posti a carico dei datori di lavoro; arriviamo a quindici adempimenti per quanto riguarda i dipendenti di nazionalità italiana, e
più di venti per gli stranieri.

? Gestione del sistema previdenziale – L’Inps non ha ancora conseguito una significativa efficienza nella gestione della previdenza agricola. Urge riorganizzare l’area agricola
dell’Istituto, con una direzione generale preposta, articolata sul territorio, al fine di consentire una puntuale e rigorosa gestione delle incombenze istituzionali e delle nuove attribuzioni.

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