Wec: Conti (Enel), aumento CO2 dimostra inefficacia Kyoto

“No, l’aumento di CO2 dimostra l’inefficacia delle politiche energetiche, soprattutto nazionali”, è lapidario il commento di Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, sulle
valutazioni espresse dall’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, secondo il quale l’aumento delle emissioni di anidride carbonica dimostrerebbe la sostanziale inefficacia del protocollo
di Kyoto.

“Se da un lato – chiarisce Roberto Della Seta – è evidente che gli sforzi dei Paesi industrializzati nel ridurre le emissioni di CO2 rischiano di essere annullati dall’incremento delle
emissioni delle economie in crescita (in particolare India, Cina e Brasile), è innegabile, come emerso chiaramente a Nairobi esattamente un anno fa, che il problema dei cambiamenti
climatici è indotto dall’accumulo in atmosfera delle emissioni dovute, a partire dal secolo scorso, soprattutto ai Paesi oggi industrializzati”.

In testa alla lista dei paesi con maggiori responsabilità ci sono gli Stati Uniti, lo stato più inquinante al mondo e l’unico paese industrializzato insieme all’Australia che non
ha ancora ratificato il protocollo di Kyoto. Qui le emissioni di CO2 sono aumentate di un ulteriore 1,3 per cento rispetto al 2000 e del 15,8 per cento rispetto al 1990, arrivando nel 2004 a
quota 7 miliardi di tonnellate.
“Sul fronte delle emissioni poi, – continua il presidente di Legambiente – è altrettanto evidente come le tensioni introdotte dall’incremento del prezzo del petrolio hanno visto un
maggiore ricorso al carbone soprattutto nell’industria termoelettrica. Dunque non è un sproposito sostenere che Enel ha le sue responsabilità. Parallelamente restano poco efficaci
le politiche di contenimento dei consumi, di miglioramento del sistema dei trasporti e di generazione da fonti rinnovabili”.

In Italia infatti, gli aumenti più consistenti di emissioni hanno riguardato i trasporti ( 27,5%) e la produzione di energia termoelettrica ( 17%). L’aumento complessivo è
arrivato al 13% portando a circa il 20% le riduzione da realizzarsi da oggi al 2012.
“Ultima osservazione, ma non meno importante, – conclude Roberto Della Seta – riguarda il cosiddetto carbone pulito. Conti batte la strada di altri esponenti politici del nostro governo che
sostengono in maniera anacronistica e incoerente la necessità di guardare alle moderne tecnologie per l’utilizzo del carbone pulito in quanto possibilità concreta di contenere i
futuri rialzi del prezzo dell’energia e contribuire alla stabilità del sistema. Un enorme ossimoro, simbolo di una politica e di un’industria antiquata e incapace di proporre soluzioni
innovative. Servirebbe più coraggio”.

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