Vita più dura per gli ecomostri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio, le variazioni riguardano sia la parte relativa ai beni culturali sia quella relativa al
paesaggio, mirando a garantire maggiormente l’integrità del territorio dalle speculazioni, dall’abusivismo edilizio e dal degrado.

Tra le principali modifiche si scorge un più efficace coordinamento tra le disposizioni comunitarie, gli accordi internazionali e la normativa nazionale; è confermata, poi, la
Convenzione Unesco sull’illecita esportazione dei beni culturali e viene accentuata la salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare di proprietà pubblica.

Il disegno di legge introduce una nuova definizione di «paesaggio», rifacendosi a quanto indicato dalla Corte Costituzionale in una sentenza del 2007, che lo ha definito un valore
«primario e assoluto» che deve essere tutelato dallo Stato in maniera prevalente rispetto agli altri interessi pubblici. Proprio nella parte relativa al paesaggio viene dunque
stabilita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e disciplina del territorio, prevedendo la partecipazione obbligatoria del Ministero dei Beni Culturali alla redazione
dei piani regionali nelle parti relative ai beni paesaggistici.

Infine, è prevista l’istituzione di una struttura tecnica ministeriale incaricata di assistere i Comuni a intervenire direttamente per la distruzione degli ecomostri.

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