Vescicolare, Beccalossi: «la Regione Lombardia è in prima linea»

«In casi come questi bisogna lavorare per individuare percorsi che pongano rimedio al problema, le polemiche non servono a nulla, è necessario quindi collaborare, tutti insieme,
per giungere a soluzioni tecniche adeguate», Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore regionale all’agricoltura della Regione Lombardia, interviene così sulla situazione
suinicola relativa alla decisione dell’Unione Europea di revocare l’accreditamento, come zona indenne da vescicolare, della provincia di Brescia.

«A scanso di equivoci, chiariamo subito un concetto – prosegue Viviana Beccalossi -. Regione Lombardia è stata e continua ad essere in prima fila per affrontare nel migliore dei
modi la vicenda. E lo sta facendo assumendosi responsabilità a livello politico, istituzionale ed economico, mantenendo impegni che dovrebbero competere il Governo di Roma, ed in
particolare i ministeri della Salute e delle Politiche Agricole».
«Testimonianza concreta delle mie affermazioni – aggiunge la vicepresidente Beccalossi – sono, solo per fare un esempio molto recente, gli incontri convocati a Milano, con le
Organizzazioni Professionali regionali, e a Brescia, con quelle provinciali, per confrontarci su questo tema. Riunioni alle quali, e lo dico per la cronaca e non con spirito polemico, alcuni
presidenti delle Organizzazioni non hanno preso parte».

«E tutto ciò – continua Viviana Beccalossi – senza dimenticare i 28 milioni di euro che la Lombardia ha destinato a questa problematica. Dodici milioni anticipati dall’Asl di
Brescia (dei quali stiamo ancora aspettando la restituzione del ministero della Salute), 15 volontariamente reperiti dalla Regione, e più specificatamente dall’assessorato
all’Agricoltura, per il risarcimento dei danni indiretti e un milione destinato alle spese straordinarie dei veterinari. Anch’io avrei preferito non occuparmi del problema della modalità
dei prelievi o dei calzari dei veterinari, sarebbe stato molto più semplice scaricare tutto sui ministri De Castro e Turco, chiedendo magari le loro dimissioni, ma non è nel mio
spirito e nel mio modo di far politica».
«Regione Lombardia dunque – assicura Viviana Beccalossi – continuerà ad essere in prima linea per affermare i diritti dei suoi allevatori. Siamo in costante contatto con i
rappresentanti del ministero della Salute, titolare di rappresentarci a Bruxelles in questa materia per far sì che la gravissima decisone disposta dall’Unione Europea venga
ritirata».

«Un ultimo pensiero va all’allevatore Plodari – conclude Viviana Beccalossi -. Lo conosco bene e gli sono umanamente vicina per il difficile momento che sta attraversando, non solo per le
vicende imprenditoriali. Plodari sa benissimo che l’ho incontrato personalmente e che il mio assessorato ha sempre dimostrato attenzione nei suoi confronti. Fare inutili polemiche in questo
momento non giova a nessuno, nonostante da Roma, dai ministeri dell’Agricoltura e della Salute, tutto taccia. Ma per affrontare questo atteggiamento ci sarà tempo. Prima di ogni altro
aspetto è necessario risolvere la situazione per il bene della suinicoltura lombarda ed in particolare bresciana».

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