Verso il rinvio della Class Action

Firenze – Sembra proprio che l’entrata in vigore della normativa sull’azione giudiziaria collettiva stia per slittare: dal primo luglio (sei mesi dopo l’approvazione in Finanziaria
2008), si parla di alcuni mesi, probabilmente sei.

Lo slittamento e’ allo studio del ministero delle Attività Produttive e della Presidenza del consiglio dei ministri. Un provvedimento tipo «milleproroghe», in cui sarebbe
contenuto anche questo rinvio, dovrebbe essere approvato entro fine giugno.

La normativa sulla Class Action, a nostro avviso, e’ decisamente carente, tant’e’ che abbiamo fatto presentare un disegno di legge al Senato (sen. Donatella Poretti), con cui ne chiediamo
l’abrogazione e la sostituzione con un nostro capitolato che si rifà alla procedura in corso negli Usa. Ma, mentre le nostre proposte sono ovviamente per rendere più agibile
questo strumento ai cittadini danneggiati, non ci sembra altrettanto nelle intenzioni di ministero e Governo. Le pressioni delle associazioni di categoria non sono una questione secondaria e,
sicuramente, sono molto più prese in considerazione rispetto alle nostre opinioni e rivendicazioni, grazie al peso e condizionamento politico, economico e finanziario di chi le fa.
Pressioni che, sostanzialmente, cercano di annacquare la già discutibile normativa in merito. In questo senso, va la proposta di istituire un giudice ad hoc sulla class action,
così le imprese si sentirebbero meno vulnerabili di fronte a richieste di risarcimento che loro reputano infondate. E’ una evidente manovra diversiva per avere giudici più o meno
«ammaestrati», perché cosa avrebbe di diverso un giudice ad hoc rispetto ad un giudice «normale«? Si mette in dubbio la capacità attuale giudicante di un
magistrato, solo perché dovrebbe metterla in essere in un contesto (collettivo e reiterato) in cui appare più evidente il piano presunto truffaldino di un’azienda rispetto,
invece, a cause individuali in cui quasi sempre l’azienda ne esce a testa alta facendo pagare solo qualche scagnozzo?
L’altro terrore delle aziende, su cui il Governo dovrebbe favorirle, e’ la retroattività, per cui le cause collettive dovrebbero essere fattibili solo per fatti successivi ad una
prossima data di entrata in vigore. Colpo di spugna, quindi, per bond Cirio, Parmalat, prodotti finanziari tipo «4You-MyWay», vessazioni varie e reiterate di vari gestori
telefonici, etc..

Le nostre richieste di riforma invece, sono basate su aspetti utili per aziende e danneggiati, partendo dal presupposto che buone e oneste aziende facciano altrettanta buona e onesta economia,
nonché business per tutti, Stato incluso. Perciò non ci va bene che, per l’indennizzo dopo sentenza favorevole, il ricorrente debba adire un tentativo di conciliazione con la
parte perdente e in caso di risultato negativo o non soddisfacente, proseguire in giudizio secondo l’ordinamento civilistico abituale… dieci anni ad esser fortunati!!. A seguire, infine,
alcuni presupposti del nostro disegno di legge:
– La legittimità ad agire deve essere concessa ad ogni soggetto che abbia interesse a farlo.
– L’introduzione del concetto di «danno punitivo» attraverso il quale si restituisce ai danneggiati da un illecito plurioffensivo, non solo il danno emergente ed il lucro cessante,
ma anche l’eventuale maggior profitto realizzato attraverso l’illecito.
– Incentivare anche sul piano economico l’utilizzo dello strumento. Per questo e’ necessario eliminare qualunque rischio legale per i cittadini che aderiscono all’azione collettiva. Per i
professionisti che seguiranno queste azioni giudiziarie e’ bene che sia disincentivato l’avvio pretestuoso e, al contempo, incentivate -anche economicamente- quelle meritevoli.
– L’automatismo fra sentenza e risarcimento del danno. Viene istituito il «curatore amministrativo», nominato dal Giudice, il quale ha il compito -fra l’altro- di procedere
all’esecuzione materiale della sentenza rimborsando direttamente i cittadini iscritti alla classe
– La normatura di eventuali abusi.
– La transazione, affinché sia efficace, deve essere sottoposta a votazione di tutti i membri della classe.

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