Venerdì a Milano vertice con le industrie del latte

Conto alla rovescia per il prossimo incontro dei produttori con gli industriali del latte, il vertice si terrà venerdì prossimo, 28 marzo 2008, nella sede di Unioncamere a Milano:
«Per adesso non sono emerse aperture da parte delle aziende di trasformazione» afferma Gigi Simonazzi, responsabile Imprese e mercati della Coldiretti di Milano e Lodi, mentre gli
agricoltori hanno già dato la loro disponibilità a trattare miglioramenti moderati sulla base dell’attuale quotazione di 42 centesimi al litro.

«In modo da non dare a nessuno la scusa per aumenti di prezzo al dettaglio che non farebbero altro che deprimere ancora i consumi e creare inutili difficoltà alla famiglie –
afferma Simonazzi – il nostro obiettivo è invece quello di creare un circolo virtuoso che veda la nascita di un maggior equilibrio fra tutti i componenti della filiera, attualmente
troppo sbilanciata a favore di industriali e grande distribuzione a danno di agricoltori e consumatori». Secondo la Coldiretti esistono gli spazi per una gestione positiva del prezzo del
latte. «Bisogna vedere se c’è la volontà di farlo – commenta Carlo Franciosi, presidente dell’associazione delle imprese agricole di Milano e Lodi – noi abbiamo intenzione
di mostrare moderazione e buon senso, ci auguriamo di trovare lo stesso atteggiamento fra gli industriali.

All’interno dell’attuale costo del latte al dettaglio, che ha sfondato 1 euro e 60 centesimi al litro ci sono ampi margini di manovra, come dimostrano le iniziative promozionali sul latte
fresco avviate da alcune importanti società della grande distribuzione, che si sono messe a vendere a 1 euro e 15 centesimi. O sono improvvisamente impazzite, oppure in quell’euro e 60
centesimi che si vede di solito in giro esistono ampi margini di manovra. Quelli che purtroppo non abbiamo noi allevatori che, con il rincaro di mangimi e combustibili ormai siamo arrivati al
livello di guardia per la copertura delle nostre spese in azienda».

Il costo medio per la produzione di un litro di latte è stimato ormai a circa 42 centesimi al litro e considerato che negli ultimi mesi la situazione è peggiorata, si rischia,
secondo la Coldiretti, che molte stalle non abbiano abbastanza ossigeno per arrivare alla fine della campagna 2007/2008, creando poi gravi problemi di approvvigionamento in particolare per
quanto riguarda il latte fresco italiano che viene usato per la produzione di formaggi Dop, come ad esempio il popolare Grana Padano. Considerato poi (fonte Assolatte, quindi le stesse
industrie) che proprio il Grana e il Parmigiano hanno fatto registrare nel 2007 un incremento del 13,4 delle quantità vendite all’estero, «è chiaro che colpire le stalle
lombarde – conclude Enzo Pagliano, direttore Coldiretti di Milano e Lodi – vuol dire colpire anche l’export del made in Italy nel mondo e non ci pare proprio la strada migliore da
seguire».

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