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Valentini: «al via il ripopolamento della starna nel Lazio»

By Redazione

Roma, 5 Novembre 2007 – “Salvaguardia dell’ambiente, tutela del patrimonio faunistico e della biodiversità, rispetto del territorio e corretto uso delle sue risorse, sono questi i
temi e i valori che stanno alla base della nostra strategia di miglioramento ambientale e di immissione della fauna selvatica; un progetto per il quale abbiamo stanziato 800 mila euro tra il
2006 e il 2007”, lo ha dichiarato Daniela Valentini, assessore all’agricoltura, che oggi ha inaugurato a Montefiascone il programma regionale di ripopolamento della starna, volatile a rischio
di estinzione. Oltre 150 le persone presenti, tra rappresentanti delle realtà venatorie, ambientali e universitaria, agricoltori, istituzioni e organizzazioni. Con loro anche Mario
Trapè, assessore all’agricoltura della provincia di Viterbo, che insieme alla Valentini ha poi visitato la vicina zona di immissione della starna.

Il progetto, nato in collaborazione con l’Università della Tuscia, è già operativo nelle province di Frosinone, Rieti e Viterbo e durerà per almeno tre anni. In
provincia di Viterbo, sono stati attualmente introdotti 3 nuclei di starne da 20 capi ciascuno. Il tutto in una zona (Pisello Lemme) di 1.843 ettari, ricca di sorgenti e con una superficie
boscata di 200 ettari. Tra le finalità del ripopolamento anche il monitoraggio degli spostamenti, la gestione dei predatori e l’identificazione di eventuali fattori limitanti.

“L’iniziativa di oggi – ha commentato la Valentini – è solo una parte della nostra politica faunistico-venatoria, una logica conseguenza dell’azione di rilancio del settore portato
avanti fin dal nostro insediamento”. Una strategia che ha già visto l’approvazione di calendari venatori considerati tra i migliori d’Italia – dove, fin dall’inizio, è stata
vietata la caccia alla starna – e l’accellerazione per l’istitutzione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) ancora mancanti.

“Non solo – ha aggiunto l’assessore – ma domani si insedierà anche l’Osservatorio Faunistico regionale che vedrà la presenza dei mondi scientifico, professionale, ambientalistico
e venatorio, così come dei rappresentanti degli Istituti Zooprofilattico e Ittiogenico. Tutte personalità di grande esperienza. Una vera e propria rete di competenze di alto
profilo che farà da supporto tecnico-scientifico alle politiche della regione Lazio con monitoraggi, progetti di ricerca e sviluppo. Stiamo infine lavorando al Piano Faunistico-Venatorio
regionale, importante strumento di governo della fauna e dell’ambiente che consentirà di restituire al territorio un nuovo equilibrio tra l’uomo e la natura”.

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