Valdisieve: l'area collegata a Firenze ogni mezz'ora grazie al binomio treno-bus

Firenze – «Quando i pendolari protestano per la scarsa qualità del servizio ferroviario, mi faccio volentieri interprete dei loro disagi. Ma nel caso della linea che
interessa la Val di Sieve, lo dico con franchezza, la recente riorganizzazione del servizio ha portato nel complesso buoni risultati per gli utenti».

Esordisce così l’assessore ai trasporti Riccardo Conti rispondendo pubblicamente ai cento pendolari della Val di Sieve che gli hanno scritto lamentandosi di Memorario. «Ad oggi –
prosegue – è certo una realtà che il cinquanta per cento dei treni siano vecchi e che dunque spesso si rompano, che siano sporchi e che il problema della puntualità sia
negli ultimissimi tempi, in generale, diventato più acuto dopo che era migliorato. Ma è anche vero che nel caso delle linea Aretina-Val di Sieve la ristrutturazione del servizio,
grazie all’introduzione di Memorario, ha portato ad una sostanziale crescita dell’offerta nell’arco dell’intera giornata: collegamenti con treno o bus ogni mezz’ora tra la Val di Sieve e il
Mugello con Firenze e anche un collegamento orario in più con il Valdarno».

«Ricordo poi – sottolinea Conti -, soprattutto ai due colleghi amministratori che hanno firmato la lettera, che della ristrutturazione del servizio della linea si è ampiamente
discusso in vari incontri con gli utenti e con sindaci e assessori: il 6 e il 12 dicembre del 2006 e il 15 maggio del 2007 abbiamo fatto riunioni specifiche con i Comuni della Val di Sieve. Poi
ci sono stati incontri più generali con Provincia, scuole, aziende e associazioni, il 3 e il 5 maggio, il 26 settembre e il 3 ottobre del 2007. Sarebbe stato più utile che quel
vicesindaco e quell’assessore avessero squadernato allora i loro dubbi e le loro perplessità e magari anche le loro eventuali proposte: fare troppe parti in commedia non è segno
di responsabilità».
«Naturalmente – continua l’assessore – non si può escludere che l’obiettivo di regolarizzare l’orario in modo cadenzato e mnemonico possa aver generato, a fronte dei vantaggi per
molti, difficoltà e malumori per parte dell’utenza che si è vista anticipare o posticipare la partenza del «proprio» treno. Ma insomma, chi esce da lavoro alle 18
può sempre contare sul treno delle 18.22 da Campo Marte al quale si può arrivare con il treno delle 18.09 da Santa Maria Novella, oppure, nella peggiore delle ipotesi, aspettare
il treno delle 18.57 che ha riscosso un grande successo perché risponde alle esigenze di tutte quelle persone – e vi assicuro sono tante – che escono da lavoro più tardi delle 18
e per le quali il treno delle 18.33 era inaccessibile. Il che li costringeva ad aspettare il treno delle 19.44.

Si tratta di prendere dimestichezza con Memorario, che punta fortemente sull’intermodalità, sulla possibilità cioè di utilizzare mezzi diversi per i propri spostamenti,
sfruttando al meglio le corrispondenze fra treni e fra treni e autobus. Poi, come è successo nelle altre aree dove Memorario è stato applicato con successo, la situazione
andrà a regime anche in Val di Sieve. Quanto voglio dire anche ai cento firmatari della lettera – conclude Conti – è che per la Regione quello del servizio di trasporto per i
lavoratori pendolari è un fronte sempre aperto. Crediamo che sia giusto valorizzare i risultati che otteniamo, ma non ci accontentiamo facilmente. Continueremo quindi a investire risorse
per migliorare questo fondamentale servizio e ad esigere da Trenitalia serietà e fatti concreti, a cominciare dal rispetto degli orari. E’ una battaglia che vogliamo fare insieme ai
cittadini che usano i mezzi del servizio pubblico e agli amministratori dei territori con i quali abbiamo sempre condiviso e continueremo a condividere le nostre scelte».

Chiara Bini

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