Valdegamberi: «lavoriamo per una politica che sostenga dentro la comunità la centralità della famiglia»

By Redazione

Veneto, 1 Dicembre 2007 – «La Regione del Veneto da tempo è impegnata a promuovere una politica a sostegno della centralità della famiglia per la promozione del
benessere della persona e della stessa comunità, la famiglia come soggetto sociale e come capitale sociale non è un fruitore passivo della politica, ma è un attore
protagonista del cambiamento, capace di definire non solamente i propri bisogni, ma anche quelli della società.

La famiglia sa, infatti, individuare le modalità di risposta ai bisogni emergenti e sa declinarli sul territorio: ecco perché si colloca al centro dei progetti sperimentali che la
Regione del Veneto sta attivando proprio in queste settimane». Così l’assessore alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi, motiva l’approvazione in sede di Giunta di un
provvedimento che mira a supportare e ad integrare la famiglia dando applicazione al principio di sussidiarietà anche attraverso la collaborazione fra soggetti pubblici e privati.

Spiega Valdegamberi: «I programmi innovativi che troveranno concretezza in un futuro immediato sono tre ed hanno come obiettivo la sperimentazione di iniziative di abbattimento dei costi
di tariffe e servizi, la riorganizzazione dei consultori familiari, la ricerca di interventi per una migliore qualificazione del lavoro delle assistenti familiari. La Regione del Veneto ha
maturato negli anni la consapevolezza della necessità di introdurre riforme organizzative radicali dei servizi e al tempo stesso ha visto crescere la necessità di affiancare le
famiglie nella valorizzazione delle relazioni interpersonali, nella presa in carico delle persone con disabilità, nel supporto alle donne sulle quali grava in particolari fasi della vita
la cura dei familiari. Per questo le riforme che stiamo facendo riguardano da una parte i servizi socio sanitari che si rivolgono direttamente alla famiglia nella sua interezza e dall’altra le
progettualità più specifiche come i prestiti sull’onore a tasso zero o gli assegni di cura a chi si avvale di assistenti familiari».

Prosegue Stefano Valdegamberi: «La ripianificazione dei Consultori Familiari, istituiti con Legge nazionale 405/77 e con Legge Regionale 28/77, introduce aspetti innovativi che rispondono
ai nuovi bisogni sociali emergenti, quali l’adeguamento degli orari di apertura al pubblico; il potenziamento delle attività di promozione della salute; l’attivazione di uno spazio
dedicato alla mediazione familiare e di uno spazio neutro in cui le coppie separate o in via di separazione possono incontrare i figli; il potenziamento dell’area per i giovani; la
ricollocazione delle prestazioni ostetrico-ginecologiche nell’ambito di specifici programmi educativi e terapeutici; la realizzazione di protocolli d’intesa tra servizi pubblici e privati del
territorio; la specializzazione di èquipe in tematiche come la genitorialità sia biologica che sociale, l’adolescenza, la tutela minorile, la separazione e i divorzi, la
mediazione familiare, la mediazione culturale; l’avvio di una formazione e di aggiornamento continuo del personale. Invece, per quanto riguarda le assistenti familiari per le persone non
autosufficienti, le nuove iniziative possono essere ricomprese in un grande filone legato all’avvio dei Piani locali per la domiciliarità attraverso percorsi di formazione in Italia e
nel Paese di provenienza per le persone che offriranno servizi di assistenza al domicilio (badanti)». Lo stanziamento della Regione del Veneto per le tre linee di indirizzo è
rispettivamente di ? 3.458.000,00 (famiglie con più di due figli), di ? 3.000.000,00 (consultori) e di ? 600.000,00 (assistenti familiari).

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