Unità immobiliari a uso non abitativo: multe per gli impianti non a norma

Tutti i proprietari di immobili che non hanno gli impianti a norma dal prossimo primo gennaio potranno ricevere una maximulta. In quella data, infatti, entrerà in vigore il capo quinto
del Testo unico sull’edilizia (dpr n° 380/2001), la norma non si applica alle abitazioni per uso civile poiché queste, secondo la 46/1990, dovrebbero essere già in regola.

La platea dei soggetti interessati dalla nuova normativa è molto ampia: tutte le unità immobiliari a uso non abitativo (negozi, imprese, laboratori, magazzini, eccetera). Come
sono ampi gli adeguamenti previsti dalla legge. Secondo quanto previsto dagli articoli che vanno dal 107 al 120 del Testo unico, dal 1 gennaio devono essere a norma: tutti gli impianti
elettrici, radiotelevisi, elettronici, di riscaldamento e climatizzazione, idrosanitari, di luce e gas, come anche i montacarichi, le scale di protezione e gli impianti antincendio. E per chi
non è in regola il rischio potrebbe essere anche la chiusura dell’attività.

Le sanzioni, infatti, prevedono per il committente dei lavori di adeguamento privo della dichiarazione di conformità degli impianti, una multa che può andare da 51 a 258 euro.
Sanzione che per i proprietari degli immobili sale fra i 516 e i 5.146 euro se gli impianti non sono a norma. Ma, come avverte il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliari, la stretta
potrà arrivare fino «alla chiusura dei locali».

La confederazione dei proprietari immobiliari ha lanciato l’allarme nelle scorse settimane, chiedendo al governo di rinviare l’entrata in vigore del decreto. In una nota rilasciata, si legge
come: «Per evitare la gravissima situazione che verrebbe improvvisamente a crearsi, la Confedilizia chiede al Governo un provvedimento urgente (o l’inserimento di un maxiemendamento alla
Finanziaria) di proroga dell’entrata in vigore del predetto testo del quale, infatti, la vigente normativa già prevede l’automatica abrogazione con l’entrata in vigore del provvedimento
ministeriale». Visto che all’interno della Finanziaria non è entrato nessun emendamento in tal senso, e non si profilano nemmeno decreti d’urgenza per la fine dell’anno, dal
prossimo primo gennaio il provvedimento quasi sicuramente entrerà in vigore.

Vale la pena di ricordare che ad accertare la conformità degli impianti saranno: i comuni, le asl, i comandi provinciali dei vigili del fuoco e l’Istituto superiore per la prevenzione e
la sicurezza sul lavoro.

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