Unione Europea, Coldiretti: “Nemica del Made in Italy, non delle falsificazioni alimentari”
22 Maggio 2014
Il presidente Moncalvo: “Appiattimento verso il basso”
Un severo giudizio sull’Unione Europea: pronta a colpire i piatti della tradizione Made in Italy, lenta nel difendere i cibi sani da prodotti equivoci e vere e proprie falsificazioni.
Questo è il giudizio di Coldiretti, emesso in occasione dell’esposizione di Milano, “Con trucchi ed inganni l’Unione Europea apparecchia le tavole degli italiani”.
Come ricorda il presidente Moncalvo, in diverse occasioni le normative comunitarie hanno limitato la tavola degli italiani.
Ad esempio, per la pajata (l’intestino tenue del vitello da latte) e per l’ossbuco, capisaldi della cucina romana e milanese: entrambi sono stati vietati nel 2001, durante l’emergenza mucca pazza (BSE) e per questo ancora assenti. E questo nonostante il giudizio positivo dell’Organizzazione mondiale per la sanità animale, che nel giugno 2013 ha dichiarato il rischio italiano “trascurabile”.
O per telline, vongole e cannolicchi, in gran parte rese illegali da un provvedimento UE del 2010, che impedisce la pesca-raccolta dei molluschi a distanza inferiore di 0,3 miglia marine dalla battigia.
Al contrario, l’Unione Europea si è mostrata lenta nel tutelare il consumatore da cibi pericolosi o di dubbia qualità. Secondo Molcavo, si è verificato “Un appiattimento verso il basso”, dando spazio a “Paesi che non hanno una vera agricoltura”. Tra i prodotti incriminati, gli wine kit, le imitazioni low cost dei formaggi italiani o carne provenienti da animali clonati, sopratutto dal Sud America.
Matteo Clerici





