Una di notte, Roma: scatta il coprifuoco alimentare

Una di notte, Roma: scatta il coprifuoco alimentare

Soddisfatto l’assessore Bordoni: «L’una di notte ci sembra un orario congruo, che permette di esercitare bene la propria attività e che dovrebbe soddisfare tutti. Contrario il Pd:
«Si priva Roma della tradizione del cornetto o del gelato e si ridà l’alcol in bottiglia»

La Città Eterna mette un limite alla «movida» notturna. Dalla metà di marzo, i laboratori artigianali della capitale dovranno chiudere un’ora dopo la mezzanotte: in
realtà, all’interno del locale si potrà continuare a lavorare, ma non ci dovrà essere servizio al pubblico fino alle cinque del mattino. Puntualizza Davide Bordoni, assessore
al Commercio: «per laboratorio artigianale si intende cornettifici, paninerie, panifici, gelaterie, yogurterie, friggitorie, pizze a taglio. L’una di notte ci sembra un orario congruo, che
permette di esercitare bene la propria attività e che dovrebbe soddisfare tutti».

Non proprio in realtà: gli abitanti del centro chiedevano l’abbassamento delle serrande alle 22, mentre i proprietari di bar e ristoranti ponevano come orario massimo d’apertura la
mezzanotte. Va al cuore della questione Dino Gasperini, delegato di Alemanno per il centro storico: «Il problema è che i laboratori artigiani con la scusa di questa dizione vendevano
alcol, vino e birra ben oltre le due di notte, quando chiudono i bar e i ristoranti».

Per i politici romani, la mancanza precedente di regolazione aveva portato alcuni tipi di esercizio, in particolare i venditori di kebab e di pizza al taglio, a diventare fonti di problemi per la
sicurezza e l’ordine pubblico. Il provvedimento preso non è il primo tentativo di rendere meno caotiche le notti capitoline; in seguito alle risse di Campo de’ Fiori era stata vietata la
vendita di bevande in bottiglia e di alcolici dopo le nove di sera, con una disposizione da poco scaduta. Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco Alemanno, tentando di conciliare
esigenze di sicurezza con necessità dei commercianti.

«Dopo un periodo di forte stretta per rimettere in tranquillità Campo de’ Fiori, pensiamo di poter allentare per non creare problemi agli albergatori e agli esercizi commerciali. Ma
se c’è una ripresa della «movida» incontrollata, torneremo alla situazione precedente». Non soddisfatta l’opposizione; ironico Umberto Maroni, capogruppo del Pd:
«Si priva Roma della tradizione del cornetto o del gelato e si ridà l’alcol in bottiglia. Ormai le ordinanze sono in base agli umori degli assessori».

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento