Un parassita della Cina minaccia il castagno toscano

Un parassita della Cina minaccia il castagno toscano

Ora si sta affacciando in Toscana; ha gia’ colpito la provincia di Massa e Carrara, alcuni focolai sono stati individuati nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. Si chiama cinipide galligeno,
e’ originario della Cina ed e’ arrivato in Europa e in Italia intorno al 2002, veicolato da vari materiali vegetali provenienti dall’oriente. Soprattutto e’ goloso di castagni, i bei castagni
dell’Appennino, impedendo la produzione dei frutti. Ce ne sono tanti, in Toscana: 179.000 ettari di superficie boscata hanno nella regione, la piu’ boschiva d’Italia, proprio il castagno come
specie prevalente. Per esaminare un problema che puo’ diventare davvero preoccupante, Regione e Arsia, insieme all’Associazione Citta’ del castagno, hanno organizzato per oggi un convegno
nazionale a Firenze, dove studiosi, produttori e amministratori si confrontano per individuare soluzioni al problema. Si parla gia’ di un centro di coordinamento nazionale per armonizzare le
politiche di intervento tra regione e regione e per gestire le emergenze. Ma parlare di castagneti e castagne vuol dire anche riferirsi ad una cultura agricola e alimentare che ha sostenuto per
secoli larghe fette di popolazione, garantendone la permanenza in montagna e quindi la tutela di territori interi, specie animali e vegetali, come ha sostenuto nel suo saluto agli intervenuti il
presidente della Regione, Claudio Martini. Un patrimonio che non deve essere lasciato a se stesso. Per questo sono gia’ pronti e disponibili vari strumenti inseriti nel programma forestale
regionale (30 milioni all’anno di finanziamento) e nel piano di sviluppo rurale (oltre 8 milioni e mezzo alla voce “accrescimento del valore economico delle foreste”, quasi 3 milioni alla voce
“accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali”, circa 1 milione e mezzo alla voce “imboschimento di superfici non agricole”. Un poker di disponibilita’, naturalmente solo
in parte utilizzabili allo scopo, che dovranno attivare e incrementare l’inserimento di piante indenni al cinipide, creando aree tampone a salvaguardia dei castagneti, metodi di lotta biologica e
caratterizzazione delle varieta’ locali di castagno sulla base della rispettiva suscettivita’ all’attacco del temibile insetto.

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