Un nuovo mulino in Valdichiana al posto dell'ex zuccherificio

Firenze, 30 Ottobre 2007 – «Un nuovo mulino in Valdichiana al posto dell’ex zuccherificio» è la proposta formulata dal presidente della sezione agroalimentare di
Confindustria Toscana, Andrea Fabianelli, nel corso della tavola rotonda “Convenienza, qualità, sicurezza delle filiere agroalimentari” in svolgimento al Palazzo degli Affari di Firenze.

La proposta avanzata da Fabianelli riguarda la cosiddetta “filiera corta”, concetto su cui batte da tempo anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Susanna Cenni. «Noi vorremmo
estendere il concetto a tutta la filiera agroalimentare – ha spiegato il responsabile del settore agroalimentare di Confindustria – partendo dalla produzione primaria, ma inserendo in essa
anche la trasformazione».

Il progetto del nuovo mulino in Valdichiana, secondo Andrea Fabianelli, rappresenterebbe un «esempio di collaborazione fra aziende agricole e industriali; darebbe inoltre al mondo
agricolo l’opportunità di riconvertire a grano duro le ex colture di barbabietole da zucchero» con oggettivo risparmio idrico, essendo il grano una delle sementi che necessitano di
ridotte quantità di acqua. Il progetto avrebbe un ulteriore «impatto positivo sull’ambiente – ha sottolineato Fabianelli – perché eviterebbe il trasporto del grano ai mulini
distanti centinaia di chilometri e ciò si tradurrebbe in una drastica riduzione di Co2».

Il progetto proposto da Confindustria potrebbe suscitare anche l’interesse della grande distribuzione, capace di «giocare un ruolo decisivo del marketing di questa filiera corta, che
compatta tutti i soggetti di un territorio, unisce tipicità a qualità e innovazione e ha dunque le carte in regola per risultare gradita e conveniente per il consumatore
finale».

La proposta di Confindustria nasce dalla considerazione che la filiera agroalimentare è «al di sotto della sue potenzialità e il primo motivo sta proprio nella sua scarsa
capacità di fare sistema». Malgrado ciò, «l’industria agroalimentare toscana – ha aggiunto Andrea Fabianelli – è uno dei settori manifatturieri più
tradizionali e più legati alla storia del territorio che hanno saputo riposizionarsi con successo, grazie agli investimenti continui in innovazione e sicurezza del consumatore. Abbiamo
continuato ad investire – ha spiegato Fabianelli – perché le regole del gioco ci obbligavano ad alzare l’asticella della qualità». E i risultati si sono visti, anche in anni
di sviluppo rallentato: in Toscana i primi sei mesi del 2007 confermano una crescita della produzione ( 5,1%) e del fatturato ( 2,9%) rispetto allo stesso periodo del 2006.

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