Umbria Jazz , nota del Sindaco di Perugia Locchi

Perugia, 10 Dicembre 2007 – “Bene ha fatto il direttore artistico di Umbria Jazz a sollevare, con garbo e pacatezza, rivolgendosi all’ Onorevole Bocci e ai parlamentari perugini e umbri,
la questione del futuro di Umbria Jazz. E’ una manifestazione simbolo della nostra regione, con un passato di grande suggestione alle spalle ed un presente di successo. Nel caso di Umbria Jazz
preoccuparsi del futuro significa prevenire eventuali disagi, non certamente, come è accaduto con il festival di Spoleto, curare un declino. Ma non diciamo sempre che è meglio la
prevenzione della terapia?

Umbria Jazz ha vissuto fino ad oggi sul sostegno delle istituzioni umbre, Regione e Comune di Perugia in primo luogo, sul gradimento del pubblico e sul lavoro di una associazione culturale di
privati. Caso più unico che raro, dopo 35 anni di vita, Umbria Jazz non solo non denuncia segnali di stanchezza o addirittura di stasi, ma continua a crescere, anzi, il festival ha
ulteriormente fatto un salto di qualità da quando, nel 2003, la sede è passata all’ arena Santa Giuliana. E’ evidente che esiste il problema di assicurare ad un simile patrimonio
culturale (promozionale, economico) dell’ Umbria ed in particolare di Perugia una certezza per il futuro, che è quanto chiede Carlo Pagnotta a nome dell’ associazione ai parlamentari
umbri che giustamente si sono battuti per Spoleto e al Ministro Rutelli che ha risposto positivamente.

La stessa crescita del festival comporta strutture, assetti organizzativi, coperture finanziarie che non possono trovare l’ associazione Umbria Jazz scoperta e alle prese con i rischi di ogni
edizione (uno sponsor che abbandona all’ ultimo momento, un concerto che salta per il maltempo). Con la sua attuale formula, Umbria Jazz vale 3 – 3,5 milioni di Euro a edizione, muove decine di
milioni in indotto turistico, apporta un contributo che forse è addirittura sottovalutato in termini di immagine all’ estero. Se è vero che Umbria Jazz è importante – e lo
è – allora occorre una assunzione di responsabilità della realtà umbra a vari livelli, da quella economica a quella istituzionale. Occorre anche, ed è qui che ha
ragione Pagnotta, una analoga assunzione di responsabilità a livello nazionale, perché Umbria Jazz, come pure l’ Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, non possono essere
considerate soltanto istituzioni di valenza locale. Un impegno dei parlamentari qui eletti è allora doveroso, oltre che auspicabile. Sarebbe anche un segnale di attaccamento alle ragioni
delle istanze del territorio che i perugini saprebbero ben valutare”.

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