UE: stop a frodi fondi struttturali

In arrivo un antidoto per prevenire frodi e altre anomalie nell’utilizzo dei fondi strutturali europei e degli incentivi alle imprese: proposte e procedure per evitare le esperienze negative
del passato vengono presentate oggi dal Ministero dello Sviluppo economico e dall’Istituto per la promozione industriale che, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento Politiche Comunitarie, hanno promosso un incontro sul tema dal titolo «Il contrasto alle irregolarità nei fondi strutturali».

Il seminario, che si svolge oggi a Roma dalle 10 alle 17 presso il centro congressi Roma Eventi (via Alibert 5/A), mira ad aprire un confronto approfondito sulle metodologie più efficaci
per costruire sistemi di controllo volti a ridurre la vulnerabilità dei sistemi stessi di fronte alla possibilità di comportamenti irregolari da parte dei beneficiari dei
finanziamenti europei e nazionali. Nell’attuale fase di avvicinamento alla chiusura dell’utilizzo dei fondi strutturali della fase di programmazione 2000-2006, infatti, le tematiche legate alla
prevenzione, alla comunicazione ed al trattamento delle irregolarità assumono particolare rilievo, anche allo scopo di avviare nel modo più efficace l’attuazione dei programmi
comunitari Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale) e Fse (fondo sociale europeo) nella stagione programmatica 2007 – 2013, i cui sistemi di gestione e controllo dovranno garantire efficacia
ed efficienza nell’utilizzo delle risorse destinate al raggiungimento di obiettivi di crescita e competitività.

I temi trattati riguarderanno, tra gli altri, le novità introdotte dalla circolare interministeriale del 12 ottobre 2007 relativamente alla comunicazione delle irregolarità,
l’importanza del coordinamento nella prevenzione delle irregolarità e delle frodi e le principali esperienze e buone pratiche riscotrate nelle strategie di analisi dei rischi,
prevenzione e trattamento delle irregolarità stesse.

Durante il seminario sono previsti interventi della Commissione Europea, dell’Olaf, del Mef, della Corte dei Conti italiana, della Guardia di Finanza, di rappresentanti del Ministero dello
Sviluppo economico, dell’Ipi e di altre amministrazioni nazionali e regionali.

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