Tutto sul Durc

Il Ministero del Lavoro, con circolare n. 5 del 30 gennaio 2008, ha fornito informazioni in merito al decreto ministeriale 24 ottobre 2007 (pubblicato sulla G.U. n. 279 del 30 novembre 2007)
recante le modalità di rilascio ed i contenuti del Durc (Documento Unico di regolarità Contributiva).
Il Ministero, in particolare, ha chiarito gli aspetti più importanti del decreto, in modo da consentire la corretta applicazione della norma in oggetto.

Soggetti obbligati al possesso del Durc
Il Ministero ha precisato che il Durc è necessario nei seguenti casi:
– per fruire di “benefici normativi e contributivi” (ex art.1, comma 553, Legge 266/2005),
– per accedere a benefici e sovvenzioni comunitarie,
– per l’assegnazione di appalti pubblici
– per l’abilitazione (permesso di costruire o DIA) all’esecuzione di appalti privati in ambito edile
– per i lavoratori autonomi (anche se privi di dipendenti) “nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia”.
In tutti i casi, dunque, il Durc viene rilasciato dopo l’accertamento della regolarità della posizione contributiva del titolare dell’impresa o del singolo lavoratore autonomo (artigiano
o meno) iscritto alle speciali gestioni previdenziali.

Chi rilascia il Durc
Il Ministero ha sottolineato che il Durc attesta la regolarità dell’intera posizione contributiva aziendale e che quindi deve riguardare anche la valutazione di gestioni assicurative
diverse da quelle Inps e Inail. Pertanto, il Documento viene rilasciato non solo dall’Inps e dall’Inail, ma anche da altri Istituti previdenziali che gestiscono forme di assicurazione
obbligatoria e che abbiano stipulato un’apposita convenzione.
Tra i soggetti abilitati al rilascio compaiono anche le Casse Edili più rappresentative sul piano nazionale e, anche se l’azienda applica un CCNL diverso rispetto a quello che istituisce
la Cassa, ha ugualmente diritto ad ottenere il Documento.

Le modalità di rilascio
Il Ministero ha osservato che il decreto si limita a sottolineare la preferenza per la richiesta del Durc con modalità telematica ed ha rilevato che, quando il Documento serve per fruire
di benefici contributivi, la richiesta ed il rilascio hanno carattere “virtuale”, poiché l’Istituto che lo rilascia è lo stesso che ammette al godimento dell’agevolazione.
Ne consegue che il richiedente debba soltanto indicare il codice identificativo del beneficio richiesto ed attendere che l’Istituto verifichi la regolarità contributiva.

Il contenuto del Durc
Tralasciando il mero elenco di dati da inserire nella dichiarazione, il Ministero si è soffermato sull’obbligatorietà dei versamenti alle Casse Edili, stabilendo che l’iscrizione
ed i relativi pagamento “sembra costituire un vero e proprio onere per tutte le aziende inquadrate nell’ambito del settore”. Tale tesi, infatti, è confermata dal fatto che l’iter della
procedura si arresta se non viene inserito il codice di iscrizione alla Cassa nel procedimento informatico di rilascio del Documento.

L’emissione del Durc
Il Durc è rilasciato entro 30 giorni dal ricevimento della domanda. Nel caso siano riscontrate delle irregolarità, tuttavia, tale termine resta sospeso per ulteriori 15 giorni, in
modo di dare all’azienda la possibilità di sanare la propria posizione.
Entro 30 giorni, comunque, ciascun Ente coinvolto svolge l’istruttoria e ne inserisce l’esito nella procedura informatica e, se tutti gli Enti verificano la regolarità, scatta il
silenzio assenso.
In seguito il Durc viene stampato in duplice originale, siglato dal responsabile del procedimento e trasmesso al richiedente a mezzo PEC o raccomandata A7R.

La validità del Durc
Il Durc ha una validità diversa a seconda dell’ambito di applicazione. Nel caso di appalti pubblici e di erogazione del benefici, infatti, ha validità mensile, mentre nel caso di
appalti provati in edilizia ha durata trimestrale.

Le cause che non ostacolano il rilascio del Durc
La norma prevede una serie di “eccezioni alla regola”, ovvero di situazioni in cui il Durc viene concesso anche se non è accertabile la piena regolarità contributiva:
– in pendenza di contenzioso amministrativo, il Documento viene rilasciato sino alla decisione sul procedimento;
– la regolarità contributiva è accertata in caso di “omissione contributiva non grave” e cioè in caso di “uno scostamento inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e
quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione” o in caso di “uno scostamento inferiore ad Euro 100”. Resta, comunque, l’obbligo di saldare tali importi entro 30
giorni.

Ministero del Lavoro, circolare n. 5 del 30 gennaio 2008

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