Trento: Strade del vino e promozione del territorio

By Redazione

Trento – «Paesaggi di Gusto», questo il titolo del seminario che si è tenuto ieri alle 17 nella sede della Camera di Commercio di Trento. Un incontro
organizzato da Accademia d’Impresa, azienda speciale della CdC di Trento, in collaborazione con Trentino SpA, dedicato al ruolo che le Strade del Vino e dei Sapori del Trentino possono svolgere
nell’attuale panorama turistico come veicolo privilegiato di promozione enogastronomica del territorio.

Ne hanno parlato, insieme a Mauro Leveghi, direttore di Accademia d’Impresa, Maurizio Rossini, direttore Marketing di Trentino S.p.A. e Emanuela Corradini, responsabile del progetto formativo
Strade del Vino e dei Sapori del Trentino organizzato da Accademia d’Impresa, due ospiti d’eccezione: Magda Antonioli, docente e direttore del Master in Economia del Turismo
all’Università Bocconi e Delphine Veissière, titolare di La Flûte, azienda importatrice e distributrice di Champagne, impegnata a far conoscere in Italia le bollicine di
qualità prodotte dai piccoli viticoltori francesi, nonché autrice del recente volume «Voglia di Champagne», una guida agile ed essenziale per introdurre il pubblico
italiano alla scoperta del vino più celebre al mondo. Tema della giornata: come far diventare le Strade una reale occasione di crescita per il territorio? Secondo la Antonioli esperienze
recenti hanno mostrato come la formula delle Strade possa rivelarsi vincente a patto di accentuarne le connotazioni di attività collettiva, mutando l’ottica da pubblico-istituzionale a
imprenditoriale.

«La Strada – sostiene la Antonioli – è un progetto imprenditoriale, è una azienda vera e propria i cui aderenti sono degli azionisti». Ciò significa
innanzitutto una maggiore responsabilità economica degli associati con forme di autofinanziamento che riducano sempre più il contributo pubblico. La Strada deve diventare il
momento della messa in rete di un ampio ventaglio di attori, non un semplice aggregato di soggetti: essa va concepita come una rete di operatori sostenuta da obiettivi condivisi e da uno stile
gestionale di tipo manageriale. In particolare è importante pensare alla Strada come ad un’offerta turistica in linea con le esigenze del mercato, organizzata per intercettare e
stimolare una domanda ben precisa, una domanda che va indagata e segmentata, senza affidarsi a sporadici e casuali flussi di visitatori: «Il turista – afferma la Antonioli – sempre
più vede il prodotto tipico come elemento fondamentale della vacanza sul territorio. In Trentino arrivano 5 milioni di turisti che potrebbero essere attratti con azioni di
micro-marketing legate al prodotto e all’accoglienza».

La sostenibilità di tale modello comporta anche la capacità di mettere in atto gli standard qualitativi indicati dai disciplinari e di prevedere un sistema di controllo volto a
garantirne l’applicazione. Radicata nel suo contesto di riferimento, la Strada deve diventare il volano di un’immagine sinergica prodotti-territorio con l’obiettivo esplicito di una
valorizzazione complessiva dell’insieme delle risorse locali, in altre parole «una via di comunicazione» dell’identità territoriale. In questo gioca un ruolo fondamentale
anche il brand territoriale che per essere efficace – ha sottolineato la Antonioli – deve essere riconosciuto come un valore innanzitutto dagli operatori economici appartenenti all’area
geografica. Stile imprenditoriale, acuta capacità di analisi del mercato e tanta passione per il territorio sono gli elementi che contraddistinguono l’attività di Delphine
Veissière, impegnata da dodici anni nella promozione di vini francesi in Italia. Passata dalla finanza al mondo delle bollicine la Veissière ha deciso di far conoscere attraverso
la sua società di distribuzione (La Flûte) i micro-produttori di Champagne. Perché? »Perché a differenza della grande maison il piccolo produttore ha la
possibilità di offrire un prodotto esclusivo, un prodotto di nicchia capace di regalare un’emozione, un prodotto che non si trova sugli scaffali della grande distribuzione.»

L’esclusività per i vignaioli francesi è legata indissolubilmente al territorio, espressione di una tradizione e di una vocazionalità specifica. Il terroir è un
brand capace di imprimersi con la forza della sua concretezza nella memoria del visitatore e di lasciare un ricordo indelebile che diventa un elemento in grado di fidelizzare il consumatore.
«A differenza degli italiani – ha sottolineato l’imprenditrice francese – che sono notoriamente esterofili, i francesi sono fieri della propria appartenenza territoriale ed orgogliosi
della propria tradizione che si esprime in prodotti con un forte componente identitaria». Per i francesi identità ha un significato collettivo: i piccoli produttori francesi con il
loro prodotto esclusivo, artigianale e genuino si considerano come complementari alla grande maison spumantistica in funzione del diverso segmento di mercato scelto come target. Forse proprio
questo senso di complementarità è il suggerimento più importante che può essere ricavato anche per la realtà vitivinicola locale trentina.

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