Toselli (FI): «altri oneri sulle abitazioni per certificati inutili»

Torino – Da un minimo di 1700 fino a 2900 euro: questo è il costo che è stato calcolato per certificare la regolarità degli impianti delle abitazioni, prima di
procedere alla vendita o all’affitto dell’immobile: «E’ il risultato di provvedimenti assurdi che il governo Prodi, benché sfiduciato, continua a prendere per colpire i
cittadini».

Così commenta Pietro Francesco Toselli, consigliere regionale di Forza Italia, a pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto ministeriale 37/2008, che prevede certificati di
conformità degli impianti elettrici, di riscaldamento, di condizionamento, idrici, per l’antifurto e i citofoni, per le antenne televisive.

«Una cosa è richiedere tale documentazione e relativo progetto – dice Toselli – per gli edifici di nuova costruzione. Anzi, per aumentare progressivamente la sicurezza delle
abitazioni è doveroso che gli installatori di tali impianti rilascino una dichiarazione in cui si assumono le proprie responsabilità. Ma la norma viene estesa a tutte le
abitazioni, anche alle esistenti o vecchie di decenni. Al momento delle vendita o dell’affitto occorre ora produrre i certificati di «rispondenza» alla normativa. A parte che la
norma si presta a interpretazioni dubbie, si dovranno spendere migliaia di euro per progetti degli impianti e certificati, ma è dubbio che tutto ciò aumenti la sicurezza delle
case».

Forza Italia ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale per impegnare la Giunta a chiedere una proroga e un periodo transitorio per la validità delle nuove norme per le
abitazioni esistenti, «per evitare che il tutto si traduca – conclude Toselli – nel solito sistema all’italiana, in cui si fanno norme severissime, mettendo in condizione i cittadini di
non poterle rispettare».

Leggi Anche
Scrivi un commento