Terremoti, uragani & C.: come l’uomo classifica le violenze della natura

Terremoti, uragani & C.: come l’uomo classifica le violenze della natura

Ogniqualvolta si verifica un evento sismico, la prima cosa che ci viene comunicata è la sua intensità/magnitudo, per descrivere la quale sono chiamate in causa, più
o meno indifferentemente, la scala Mercalli e la scala Richter.

L’intensità indica il danno subito sulla superficie della terra, sia dagli elementi naturali che dalle costruzioni dell’uomo e viene misurata con la scala Mercalli; la
magnitudo indica l’energia liberatasi dall’ipocentro, il luogo d’origine della scossa, e viene misurata con la scala Richter.

Probabilmente il grande pubblico (e, riteniamo, anche molti giornalisti) pensa si tratti di due metodi analoghi: in realtà non è così.

La scala Richter (fonti: www.comune.arezzo.it; www.sogno.net)

Questa scala fu messa a punto da Charles Richter nel 1935. Richter produsse una formula matematica per elaborare l’informazione dei sismografi (lo strumento per registrare le vibrazioni
prodotte dai terremoti) e calcolare la cosiddetta “magnitudo”, che è l’indice dell’energia sprigionata da un terremoto nel punto in cui esso si è sviluppato
(ipocentro). La scala parte da un valore minimo di 0 ed arriva (almeno per ora) ad un massimo di 10. È una scala logaritmica: il valore 2 è dieci volte maggiore di 1; il valore 3
è dieci volte maggiore di 2 e così via.

Magnitudo da 4 a 5 = danni localizzati

Magnitudo 7 = sisma distruttivo in un area di oltre 30 km di raggio

Magnitudo 8-9 = 3 milioni di volte superiore alla bomba di Hiroshima

Al contrario di quanto viene comunemente riferito anche da fonti giornalistiche non vi è alcuna corrispondenza diretta tra la scala Mercalli e la scala Richter.

È vero che, considerando le caratteristiche geofisiche di una determinazione zona, è possibile effettuare dei collegamenti tra le due scale; si tratta comunque di collegamenti
empirici e limitati esclusivamente alla zona presa in considerazione.

È facile notare, infatti, come un sisma di magnitudo 7 sulla scala Richter possa essere del 1° grado Mercalli nel caso esso abbia luogo in un deserto. Al contrario, un sisma di
magnitudo 4 sulla scala Richter può essere anche di 8° grado Mercalli, se avviene in una città antica non costruita secondo criteri antisismici.

Pertanto, la locuzione comune “X° grado Mercalli pari all’Y° grado Richter” è errata: non c’è nessuna corrispondenza diretta tra le due scale, in quanto
la Mercalli misura empiricamente l’entità dei danni causati dal sisma, mentre la Richter misura scientificamente la sua effettiva intensità.

La scala Mercalli (fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia)

Quando non vi erano strumenti per registrare e misurare i terremoti, i sismologi stimavano la grandezza di un terremoto osservandone gli effetti, come ad esempio il crollo di un comignolo o la
caduta di un ponte. Il sismologo Giuseppe Mercalli fu tra i primi a classificare i terremoti in base ai loro effetti definendo una scala dell’intensità o macrosismica: questo sistema di
misura prese quindi il nome di scala Mercalli.

I grado Impercettibile: Rilevato soltanto da sismografi.

II grado Molto leggero: Sentito soltanto da poche persone, in perfetta quiete, e ai piani superiori.

III grado Leggero: Viene percepito come terremoto soltanto da poche persone all’interno delle case.

IV grado Moderato: All’aperto il terremoto è percepito da pochi. È notato da molti nelle case dove gli oggetti tintinnano e scricchiolano.

V grado Abbastanza forte: Scossa percepita da molti, anche all’aperto. Quasi tutti i dormienti si svegliano e qualcuno fugge all’aperto. In casa è avvertita da tutti, gli
oggetti pendenti oscillano, porte e finestre sbattono, qualche vetro si rompe, soprammobili possono cadere e piccole quantità di liquido vengono versate da recipienti colmi e aperti.

VI grado Forte: Il terremoto viene avvertito da tutti con paura e molti fuggono all’aperto. Liquidi si muovono fortemente; quadri cadono dalle pareti e oggetti dagli scaffali;
porcellane si frantumano; oggetti assai stabili vengono spostati o rovesciati; piccole campane in cappelle e chiese battono. Case isolate, solidamente costruite subiscono danni leggeri
(spaccature e caduta dell’intonaco di soffitti e di pareti). Danni più forti agli edifici mal costruiti e qualche tegola e pietra di camino cade.

VII grado Molto forte: Grandi campane rintoccano. Corsi d’acqua, stagni e laghi si agitano e s’intorbidiscono. Danni moderati a numerosi edifici costruiti solidamente (piccole
spaccature nei muri; caduta di pezzi piuttosto grandi dell’intonaco, a volte anche di mattoni). Caduta di tegole. Molti fumaioli lesionati al punto da cadere sopra il tetto danneggiandolo.
Decorazioni mal fissate cadono da torri e costruzioni alte. Possibile distruzione di case mal costruite.

VIII gradoRovinoso: Anche mobili pesanti vengono spostati o rovesciati. Statue, monumenti in chiese, in cimiteri e parchi pubblici, ruotano sul proprio piedistallo oppure si
rovesciano. Solidi muri di cinta in pietra crollano. Circa un quarto delle case si lesiona in modo grave, alcune crollano, molte diventano inabitabili. In terreni bagnati si ha l’espulsione di
sabbia e di melma.

IX grado Distruttivo: Circa la metà di case in pietra sono distrutte; molte crollano; la maggior parte è inabitabile.

X grado Completamente distruttivo: Gravissima distruzione di circa 3/4 degli edifici, la maggior parte crolla. Ponti subiscono gravi lesioni; argini e dighe sono notevolmente
danneggiati, binari leggermente piegati e tubature troncate, rotte e schiacciate. Nelle strade si formano crepe. Sul terreno si creano spaccature larghe alcuni decimetri; vengono prodotte frane
e smottamenti. Le sorgenti subiscono frequenti cambiamenti di livello dell’acqua.

XI grado Catastrofico: Crollo di tutti gli edifici in muratura. Binari si piegano fortemente e si spezzano. Crollano i ponti. Tubature interrate vengono spaccate in modo
irreparabile. Nel terreno si manifestano mutamenti di notevole estensione, a seconda della natura del suolo, si aprono grandi crepe e spaccature; sono frequenti lo sfaldamento di terreni e la
caduta di massi.

XII grado Grandemente catastrofico: Non regge alcuna opera dell’uomo. Lo sconvolgimento del paesaggio assume aspetti grandiosi. Corsi d’acqua subiscono mutamenti, si formano
cascate, scompaiono laghi e deviano fiumi.

Oltre ai terremoti, anche altri fenomeni atmosferici sono stati oggetto di classificazioni. Eccone alcuni.

Scala dei venti di Beaufort(fonte: Centro geofisico prealpino)

Questa scala, proposta dall’ammiraglio inglese Francis Beaufort nel 1806, è stata adottata universalmente dal 1926.

Grado 0:calma di vento (vento < 1 km/h); una colonna di fumo sale verticalmente; mare calmo.

Grado 1: bava di vento (1 – 5 km/h); il fumo ondeggia; mare increspato al largo.

Grado 2: brezza leggera (6 – 11 km/h); si muovono le foglie; piccole onde al largo.

Grado 3: brezza tesa (12 – 19 km/h); si muovono i rami più piccoli; onde al largo, altezza 50 cm.

Grado 4: vento moderato (20 – 28 km/h); si agitano i rami; onde da 1 m sino a riva.

Grado 5: vento teso (29 – 38 km/h); si sollevano polvere e carta; onde lunghe e alte sino a 2 m.

Grado 6: vento fresco (39 – 49 km/h); si piegano gli alberi; onde con creste bianche;

Grado 7: vento forte (50 – 61 km/h); gli alberi vengono scossi; onde sino a 3 m.

Grado 8: burrasca moderata (62 – 74 km/h); si rompono piccoli rami e vengono smosse le tegole; è faticoso camminare controvento; onde lunghe ed alte oltre 5 m; navigazione
difficile.

Grado 9: burrasca forte (75 – 88 km/h); danni alle strutture più elevate; onde che si infrangono violentemente sulla costa; visibilità scarsa.

Grado 10: burrasca fortissima (89 – 102 km/h); danni alle abitazioni ed alberi sradicati; mareggiata a riva; navigazione difficile anche per grosse navi; visibilità quasi nulla.

Grado 11: fortunale (103 – 117 km/h); gravi devastazioni alle abitazioni ed alle attrezzature portuali; navigazione pericolosa per tutte le navi.

Grado 12: uragano (> 118 km/h); devastazioni gravissime; case distrutte.

E a proposito di uragani, lascala Saffir-Simpson (fonte: www.meteowebcam.it)

Depressione tropicale: vento < 63 km/h.

Tempesta tropicale:63 – 117 km/h.

Uragano classe 1: 118 – 153 km/h; Danni ad alberi, arbusti e a case senza fondamenta, roulottes e bungalows. Mareggiate d’intensità moderata sulla costa.Camminamenti e strade
costiere parzialmente inondati: danni minimi su moli ed approdi. Rottura degli ormeggi di piccole imbarcazioni in aree esposte.

Uragano classe 2: 153 – 176 km/h; Danni considerevoli ad alberi ed arbusti, alcuni dei quali vengono abbattuti. Danni considerevoli a case senza fondamenta, roulottes e bungalows in aree
particolarmente esposte. Distruzione parziale di alcuni soffitti, porte e finestre. Danni minimi a strutture ed edifici. Strade e camminamenti inondati vicino alle coste. Mareggiate di forte
intensità. Le vie di fuga litoranee di solito vengono sommerse 2-4 ore prima dell’arrivo del centro dell’uragano. Danni considerevoli sulle zone costiere che vengono sommerse dall’acqua.
Le piccole imbarcazioni rompono gli ormeggi in aree particolarmente esposte. Si provvede ad evacuare la popolazione residente nelle zone costiere, dove il terreno è molto basso sul
livello del mare.

Uragano classe 3: 177 – 208 km/h; Grandi alberi abbattuti. Annunci e cartelli pubblicitari non solidamente installati vengono portati via dal vento. Qualche danno ai soffitti degli
edifici e rotture di porte e finestre. Danneggiamenti alle strutture di piccoli edifici. Distruzione di case senza fondamenta, roulottes e bungalows. Mareggiate ed inondazioni sulle zone
costiere con ampia distruzione di molti edifici ubicati vicino al litorale. Le grandi strutture vicino alle coste sono seriamente danneggiate a causa delle grandi ondate (onde di tempesta), e
dei relitti galleggianti.Le vie di fuga litoranee di solito vengono sommerse 3-5 ore prima dell’arrivo del centro dell’uragano a causa dell’innalzamento marino. I terreni pianeggianti posti a
1,5 metri o meno sul livello del mare sono inondati per circa 20 km verso l’interno. Si procede all’evacuazione di tutti i residenti che popolano le aree dove il terreno è prossimo al
livello del mare.

Uragano classe 4: 209 – 248 km/h; Gran parte degli alberi ed arbusti sono distrutti dalla forza del vento. Annunci e cartelli pubblicitari di ogni forma e dimensione vengono trascinati
via dal vento impetuoso. Estesi danni a soffitti, porte e finestre. Crollo totale di soffitti e di alcune pareti di piccoli edifici. La maggior parte delle case senza fondamenta, roulottes e
bungalows vengono distrutte o seriamente danneggiate. Devastanti mareggiate. I terreni pianeggianti posti a 3 metri o meno sul livello del mare sono inondati per circa 10 km verso l’interno.
Grandi danni ai piani bassi delle strutture vicino alle coste dovuti alle inondazioni e ai relitti galleggianti. Le vie di fuga litoranee di solito vengono sommerse 3-5 ore prima dell’arrivo
del centro dell’uragano. Si procede all’evacuazione di tutti i residenti all’interno di un’area di circa 450 metri dalla costa e nei terreni prossimi al livello del mare, fino a 3 km verso
l’interno.

Uragano classe 5: > 248 km/h; Alberi ed arbusti sono totalmente distrutti dalla forza del vento. Alberi di grandi dimensioni vengono sollevati da terra. Danni considerevoli ai
soffitti degli edifici. Annunci e cartelli pubblicitari di ogni forma e dimensione vengono distrutti e trascinati a grande distanza dal vento impetuoso, causando a loro volta ulteriori
distruzioni. Danni seri ed estesi a porte e finestre. Crollo totale di molte piccole residenze ed edifici industriali. Grande distruzione di vetridi porte e finestre che non sono stati
precedentemente protetti. Molte case e piccoli edifici abbattuti o spianati. Distruzione massiccia di case senza fondamenta, roulottes e bungalows. Grandi mareggiate sulla costa con onde molto
alte. Danni considerevoli ai piani bassi di tutte le strutture sotto i 4,5 metri sul livello del mare e fino a 450 metri verso l’interno. Le vie di fuga litoranee di solito vengono sommerse 3-5
ore prima dell’arrivo del centro dell’uragano. Si procede all’evacuazione di tutti i residenti nei terreni prossimi al livello del mare, in un area fra 8 e 16 km dalla costa. Situazione
caotica.

Redazione Newsfood.com


Leggi Anche
Scrivi un commento