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Tajani (FI) su giudizio negativo FMI

By Redazione

Roma, 17 Ottobre 2007 – «Il giudizio negativo del Fondo Monetario Internazionale è l’ulteriore conferma dell’incapacità del Governo Prodi a risanare l’economia
nazionale e di difendere la credibilità internazionale dell’Italia».

Lo ha affermato Antonio Tajani, Presidente degli eurodeputati di Forza Italia: «Il nuovo smacco arriva dopo i giudizi negativi di Almunia, della Banca d’Italia e della Corte dei Conti
sulla manovra. Indebolito ulteriormente dalle crescenti difficoltà, Prodi si presenta a Lisbona pretendendo di difendere l’interesse nazionale leso dalla riduzione degli eurodeputati
italiani avvenuta in misura maggiore rispetto a quelli britannici e francesi. Se si fosse accorto in anticipo di cosa stava accadendo, le cose sarebbero andate diversamente. Ma, ormai, anche a
Bruxelles, sono in molti ad attendere la caduta del Governo Prodi che non contribuisce nè alla crescita dell’Italia, nè a quella dell’Europa”. Lo ha dichiarato l’On. Antonio
Tajani, Presidente degli eurodeputati di Forza Italia.»

Brunetta: pensioni rischiano di tornare al 1995 – «Nell’assistere al rimpallo tra governo e parti sociali sul protocollo su previdenza, lavoro e competitività per
l’equità e la crescita sostenibili assistiamo anche al tentativo masochista di far ritornare indietro di dodici anni, al 1995, il nostro sistema previdenziale, cioè alla
situazione antecedente la riforma delle pensioni Dini».

Lo ha affermato il vice coordinatore nazionale di Forza Italia Renato Brunetta, che ha sostenuto: «Porre, infatti, come obiettivo almeno il 60 per cento della retribuzione come tasso di
sostituzione – secondo Brunetta – finisce, di fatto, per smontare l’impianto della riforma Dini che, per far fronte alle sfide dell’invecchiamento della popolazione e per garantire la
sostenibilità del sistema previdenziale italiano, ha introdotto il metodo di calcolo contributivo (al posto di quello retributivo)». Per Brunetta, ora bisogna aspettare il disegno
di legge per capire «se il governo sta prendendo in giro i lavoratori, soprattutto quelli piu’ giovani, o se invece si optera’ per compromettere gli sforzi fatti nell’ultimo decennio per
il riordino del sistema previdenziale italiano».

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