Sulle case popolari proposte in linea con le scelte del Consiglio Toscano

Firenze – Il pacchetto di interventi proposto dalla Giunta regionale sulla casa, compresa la proposta di sospensione della vendita di alloggi popolari, intende dare risposte concrete
all’emergenza e rispettare le determinazioni del Consiglio regionale.

Questa in sostanza la replica dell’assessore regionale alla casa alla nota diffusa da un consigliere di Forza Italia a nome del gruppo azzurro. L’assessore alla casa ricorda in proposito al
consigliere azzurro la deliberazione n. 38 approvata il 27 aprile 2006 dal Consiglio regionale, rammentando che, mentre lui non sedeva all’epoca in Consiglio regionale, il consigliere di Forza
Italia era presente, così come il resto del gruppo azzurro.

Fra le determinazioni assunte con quella delibera c’era l’impegno ad una ricognizione dello stato delle vendite degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dunque, la proposta odierna, fa
notare l’assessore regionale, è volta al rispetto di una delibera del Consiglio regionale e al rispetto, al tempo stesso, dell’autorevolezza del parlamento regionale. Ai Lode, che
gestiscono le case popolari, non appena la proposta della Giunta regionale diverrà operativa con l’approvazione del Consiglio regionale, verrà chiesto di rendicontare tutte le
operazioni di vendita degli alloggi ERP, che secondo il piano originario erano circa 37 mila. Ad oggi ne risultano venduti circa la metà e le somme derivanti dalle compravendite
risultano irrisorie rispetto al valore reale dei beni. E poiché di tempo ne è passato fin troppo e la situazione degli alloggi è diventata un’emergenza, la giunta regionale
propone tempi stretti.

Questa la tabella di marcia, che partirà dopo l’approvazione del Consiglio regionale: i Lode avranno tempo 60 giorni per inviare la rendicontazione; da quel momento ci saranno 90 giorni
che serviranno per verificare ogni situazione. Nei casi nei quali risulterà, senza dubbio, che la vendita non è stata avviata, la giunta regionale prevede, a questo punto, la
sospensione della vendita stessa. Tutto questo per evitare che si svendano a prezzi ridicoli abitazioni che oggi sono indispensabili per fronteggiare l’emergenza casa. L’assessore ricorda
inoltre che alla sospensione delle vendite degli alloggi Erp sono state affiancate altre misure. Una prima tranche di interventi, per 31,5 milioni, viene dal pacchetto straordinario varato dal
Governo Prodi. Una seconda, per circa 40 milioni, è varata dalla giunta regionale, grazie alle risorse recuperate da un’attenta verifica sul territorio degli alloggi realizzati (o non
realizzati) con i precedenti piani casa.

Infine l’assessore regionale alla casa precisa che le misure riguardanti il pacchetto casa proposto dalla giunta regionale in questa fase riguardano i centri urbani ad alta densità
abitativa. Né questi possono essere confusi con altri progetti riguardanti la montagna e le aree periferiche, nelle quali si propone di recuperare immobili abbandonati appartenenti al
demanio. Progetti diversi, che hanno solo un comune denominatore: quello di non sprecare risorse e di offrire una casa a chi ne ha bisogno, sia che viva in città, sia che abiti in
montagna o in aree periferiche.

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