Stefano Simontacchi, The Prism – Fiscalista, artista energetico

Stefano Simontacchi, The Prism – Fiscalista, artista energetico

By Giuseppe

Ha inventato un’arte che non c’era. Ma non è artista. Stefano Simontacchi  alias The Prism è un manager di caratura internazionale.

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa 

Milano, 16 dicembre 2024

STEFANO SIMONTACCHI, THE PRISM

Articolo su Il Corriere della sera del 14 dicembre 2024

 

Il manager Simontacchi e la spiritualità di The Prism. «Su maxischermi in esterni per decomprimere la frenesia»
Ha inventato un’arte che non c’era. Ma non è artista. Stefano Simontacchi alias The Prism è un manager di caratura internazionale. Un uomo di successo smisuratamente affamato. Di assoluto.

Come The Prism firma opere che ha definito espressione di «arte energetica». «Preferisco chiamarle portali, in quanto varchi verso un’altra dimensione che raggiungo attraverso la meditazione. Annullo l’ego, divento canale vuoto, con la trance entro in un campo di luci-frequenze e la cosiddetta opera arriva, la vedo con chiarezza e – come la vedo – la disegno». Molti vi hanno trovato proprietà terapeutiche… «Nascono per aiutare chi le guarda ad armonizzarsi, ricaricarsi».

Cosa è per lei la ricerca spirituale?
«Una disciplina, che consiste in coerenza e costanza. Non puoi imparare a meditare dedicandoti un giorno sì e dieci no; io ho fatto anni in cui mi svegliavo alle 5.3o e meditavo fino alle 7.30 tutte le sante mattine. Tra le esperienze più forti, un esercizio di meditazione cabalistica in cui dal tramonto all’alba devi stare seduto in una stanza buia fissando la fiamma di una candela nera; 12 ore in cui non puoi muoverti, addormentarti, guardare l’orologio, bere, andare in bagno. Non puoi fare niente».

Qual è l’obiettivo di questo lungo, faticoso processo?
«Conquistare uno stato che gli orientali chiamano illuminazione e io definisco gioia quieta a tinte pastello. La nostra anima tende in modo innato a uno stato di benessere persistente, che si ottiene con la crescita spirituale».

Quando nasce questa sete di assoluto?
«Circa 25 anni fa, quando la mia vita professionale era arrivata a livelli di impegno così intensi, che per compensare ho sentito il bisogno di sviluppare la mia parte animica, iniziando per prima cosa a macinare libri su libri».

Titoli rivelatori?
«Ne ho avuti tanti e ne consiglio tanti: Io Sono del Conte di Saint-Germain, La via del guerriero di pace di Dan Millman, storia vera da cui è stato tratto un film con Nick Nolte, Metagenealogia di Alejandro Jodorowsky e poi la Bibbia, un libro magico».

Quali sono i suoi luoghi deputati alla meditazione?
«Con l’allenamento ho sviluppato una pratica per cui riesco a farlo ovunque, anche in ufficio tra una riunione e l’altra. Prediligo, però, la natura, la montagna, Cervinia».

Come riesce a far convivere Stefano Simontacchi e The Prism?
«Quando assecondi la tua natura e fai quello che rispetta il tuo essere, cioè che ti tiene in asse, ti bilancia, ti dà equilibrio, il mondo intorno a te si riorganizza e tutto funziona al meglio; nel 2023, per esempio, ho avuto impegni artistici tangibili, eppure è stato l’anno in cui ho avuto più successo professionale in assoluto».
Lo scorso anno il debutto come artista; a marzo a Milano l’apertura del The Prism Core Center; nell’estate New York con due mostre e un mese fa ancora Milano come capofila di un nuovo progetto.

Quale?
«Urban Project. Si tratta di proiettare le mie realizzazioni in esterno, su maxischermi, per offrire momenti di meditazione privata in città dai ritmi frenetici, dove c’è bisogno di trovare occasioni di decompressione. Sogno un ledwall monumentale a Times Square, all’alba». I suoi lavori sono in vendita; come si può coniugare spiritualità e mercato? «Innanzitutto, The Prism Core Center è ad accesso gratuito e i lavori sono in vendita per autofinanziamento; sul mercato i miei collaboratori e io stiamo agendo in maniera molto attenta. Fino a oggi in Italia non ci siamo legati a nessuna galleria e le opere non le vendiamo a chiunque, bensì a coloro che dimostrano di averle capite».

C’è un’opera d’arte di fronte alla quale ha avvertito una vertigine d’infinito?
«La Cappella Sistina e certi capolavori di Anish Kapoor».

In quale casa le piacerebbe trovare i suoi portali?
«In tutte».

Chi è Stefano Simontacchi

Stefano Simontacchi

 

• Ai vertici della professione legale e della vita economica italiana, Stefano Simontacchi si dedica anche allo studio dell’etica nel business ed è presidente della Fondazione Ospedale dei Bambini Buzzi.
In piazza San Fedele The Urban Project, ideato da Stefano Simontacchi e curato da Marco Senaldi, lo scorso novembre La piattaforma emozionale Né museo né galleria, ma «piattaforma emozionale».
E The Prism Core Center (ingresso gratuito su prenotazione), inaugurato a marzo a Milano in piazza Napoli. Uno spazio a cura del critico e filosofo Marco Senaldi, che riunisce i lavori di Simontacchi: nuove creazioni e Project Revelation, installazione presentata durante la Design Week 2023.

 

 

 

FOTO COVER: Stefano Simontacchi al Forum THE EUROPEAN HOUSE Ambrosetti di Cernobbio 2024 con la moglie Giulia

 

 

 

Articolo pubblicato su Newsfood.com
su espressa autorizzazione dell’autore

Vedi anche:

Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD