Sospensione tesserino per accedere ad area destinata all'attività lavorativa

Con sentenza del 2 ottobre 2007, n. 5067, il Consiglio di Stato, sezione VI, ha stabilito che è legittimo il licenziamento comminato a seguito della sospensione della validità del
tesserino di un dipendente che presta servizio presso uno scalo aereo per accedere alle aree doganali, nel caso che le autorità di Polizia di Frontiera aerea abbiano riscontrato e
comunicato alla direzione aeroportuale l’attivazione di procedimenti giudiziari a carico di un gruppo di dipendenti in servizio (tra cui il dipendente in questione), indagati per furto
aggravato.

Fatto e diritto  – Un dipendente in servizio presso l’aerostazione aveva impugnato dinanzi al T.a.r. il provvedimento con cui gli era stato comunicato contestualmente il
licenziamento, con il quale la Direzione aeroportuale aveva disposto nei suoi confronti la sospensione “con effetto immediato ed a tempo indeterminato” dell’operatività del tesserino di
riconoscimento nominativo per l’accesso alle aree doganali, documento di abilitazione essenziale per l’espletamento dell’attività lavorativa alle dipendenze della società gestrice
dei servizi dell’Aeroporto ove lo stesso dipendente era occupato.

Le ragioni del dipendente – Il dipendente ricorreva contro tale suddetto provvedimento per eccesso di potere, per disparità di trattamento e per difetto di motivazione e di
presupposto, nonché per violazione dell’art. 7, legge n. 241/1990.

Le ragioni della società aeroportuale – Il ricorso veniva, quindi, accolto con sentenza, ma la società aeroportuale ne deduceva la violazione dell’art. 7, legge n.
241/1990, la carente valutazione della motivazione dell’atto impugnato, alla luce della nota 4 aprile 2000 n. 455 dell’Ufficio di Polizia di frontiera, nonchè l’illogicità della
sentenza del T.a.r. in relazione ad un’inchiesta avviata nei confronti di circa il 30% dei dipendenti aeroportuali per furti di bagagli nel settore, con correlativa esigenza di rapide
decisioni.
Si costituiva in giudizio il Ministero dei trasporti con la difesa erariale, che resisteva all’appello.

La decisione del Consiglio di Stato – Il Consiglio di Stato ha ribadito che l’art. 2, comma 2, ord. n. 8/1990 prevede che nei confronti dei soggetti esercitanti un’attività negli
ambiti aeroportuali non debbano sussistere procedimenti o provvedimenti per l’applicazione delle misure di prevenzione. Ne deriva che non possano accedere all’area doganale, oltre ai soggetti
condannati per i reati in questione, tutti coloro che abbiano in corso il procedimento o abbiano subito il provvedimento definitivo della misura di prevenzione previsto dalle leggi
citate.
Il Consiglio di Stato, dunque, ha stabilito che è stata legittima la sospensione della validità del tesserino del dipendente in servizio presso lo scalo aereo in questione per
accedere alle aree doganali.
Nel caso in questione, infatti, le autorità di Polizia di Frontiera aerea avevano comunicato alla direzione aeroportuale l’attivazione di procedimenti giudiziari a carico di un gruppo di
dipendenti in servizio, tra cui il suddetto dipendente, indagati per furto aggravato e pertanto il relativo provvedimento di sospensione del tesserino non poteva essere invalidato in quanto
pienamente legittimo nel momento della sua adozione.
Quindi è legittimo il licenziamento di quei dipendenti comminato a seguito della sospensione della validità del tesserino per l’attivazione di procedimenti giudiziari a carico
degli stessi per furto aggravato.

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza n. 5067 del 2 ottobre 2007
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